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Miriam Candurro

VICO EQUENSE – Nella seconda giornata della rassegna cinematografica del Social World Film Festival si comincia ad addentrarsi nelle tematiche principali del cinema sociale. Nella Sala Stampa Bertolucci allestita nel Castello Giusso, arriva l’attrice Miriam Candurro, volto noto per la partecipazione alle famose serie tv “Un posto al sole” e “Capri”, si presenta con un lungo ed elegantissimo abito rosso, viso dolce e con le idee ben chiare sul percorso intrapreso, ricorda il suo debutto e presenta il suo ultimo lavoro “Veleno” di prossima uscita nei cinema,  diretto da Diego Olivares. Miriam racconta: – “Nel film sono la cognata di Massimiliano Gallo e Luisa Ranieri, siamo una famiglia molto unita, viviamo tutti nella stessa casa, fino a quando  la camorra ci chiede di prendere possesso del terreno fuori casa per lo sversamento di materiali tossici, pagandoci bene. Il mio personaggio fa una scelta diversa rispetto alla loro, mettendosi contro la famiglia, d’accordo con il marito Vincenzo che questa sia la strada giusta da seguire per i bambini, per il futuro. E’ un personaggio che all’inizio è legato alla famiglia, molto lineare e corretto, all’improvviso deve poi trovare un risvolto diverso. Anche in quel caso è stato complicato dare una giustificazione per un cambiamento del genere, il film è un bel pugno nello stomaco, spero possa piacere al pubblico e portare a far riflettere le persone che lo guarderanno”. L’attrice poi racconta del suo precedente lavoro, “Vieni a vivere a Napoli”, un film a episodi dove lei partecipa a “Meraviglioso Shock”, girato da Edoardo De Angelis, dove impersona il ruolo di Miryam, una cantante neomelodica: – “All’apparenza Miryam è una cantante neomelodica un po’ stanca del lavoro che sta facendo, della fama che la rincorre e del contatto con il pubblico. Ad una prima occhiata dà una sensazione di una donna un po’ presuntuosa, altezzosa, che crede di essere arrivata nel suo lavoro e di essere una star. L’incontro con il diverso, con l’altro, con questo ragazzo immigrato che si ritrova in auto con lei perchè deve aver pagati dei caffè la cambierà. Il film è in tre episodi e ciascuno di essi racconta il rapporto di un napoletano con un immigrato. Miryam è impegnata con questa tournée giornaliera, va a cantare ai matrimoni e ad altri eventi, e sulla sua auto c’è anche questo ragazzo cingalese che al suo primo giorno di lavoro porta dei caffè alla radio dove la cantante sta facendo un’intervista. Il suo datore di lavoro gli ha detto di non lasciare il cliente finchè non paga. Così il ragazzo si infila nella limousine con cui si sposta Miryam, perchè il procuratore della cantante che è interpretato da Massimiliano Gallo non gli ha pagato i caffè. Dopo l’incontro con Amila che non sa che Miryam è una cantante famosa, non conosce il passato e la guarda con occhi puliti, permette alla ragazza molto aggressiva e convinta di sé di aprire gli occhi e fa tornare a galla una domanda che si era già posta nel tempo senza avere il coraggio di darsi una risposta, cioè cosa sto facendo? è questo che volevo nella mia vita, dalla mia carriera musicale? Quindi anche se sembra assurdo raccontare un percorso di cambiamento in trenta minuti perché ogni episodio ha quella durata, in realtà il mio personaggio ha un’evoluzione completa, straordinaria”.

Il curatore e moderatore Alessandro Savoia con Laura Morante e Cinzia TH Torrini

Alla conferenza arriva poi la madrina del festival Laura Morante, con capelli raccolti, occhiali scuri e lungo abito scuro, inizia il suo discorso ricordando che parlare di cinema sociale è legato di conseguenza a tematiche forti e che l’impegno non sta solo nei contenuti ma anche nella qualità. Il cinema se fatto bene può dare un valido contributo ma trasmettere in modo chiaro e incisivo è un compito che spetta soprattutto a coloro che lavorano nel campo dell’informazione. L’attrice toscana ripercorre in breve la sua carriera, dai primi passi in teatro con Carmelo Bene al debutto nel cinema con Giuseppe Bertolucci in “Oggetti smarriti” dove interpreta il ruolo di una ragazza tossicodipendente, passando per altri grandi nomi come Gianni Amelio, Gabriele Salvatores, Pupi Avati (“Il nascondiglio”), Nanni Moretti dove con “La stanza del figlio” si aggiudica il David di Donatello. Sul tema della qualità e del centrare una tematica toccando le corde delle forti emozioni però ricorda un regista che per lei sia riuscito meglio degli altri, il francese Alain Resnais.

Cinzia TH Torrini

Cinzia TH Torrini, è il terzo ospite della giornata, regista di note serie tv (“Elisa di Rivombrosa”, “Sorelle”), incoraggia i giovani con un forte e chiaro messaggio, ovvero di rompere le regole, a provare a sperimentare anche con l’utilizzo delle nuove tecnologie che una volta non esistevano, ricorda come un tempo nei Centri Sperimentali di Cinematografia bisognava costruire una storia solo con l’uso della fotografia, per cui ben vengano i nuovi strumenti che aiutano e magari incitano a fare sempre meglio.

La serata è proseguita nella centralissima Arena Loren, dove dopo la proiezione del film “Le Verità”, thriller di Giuseppe Alessio Nuzzo, direttore artistico del festival, girato proprio a Vico Equense, la conduttrice Roberta Scardola ha salutato le ospiti della giornata Miriam Candurro, Laura Morante e Cinzia TH Torrini ripercorrendo il loro lavoro con l’ausilio di un breve clip proiettato sul grande schermo, e infine il cantante Bungaro, autore della colonna sonora del film “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese, ha concluso col suo concerto live.

(Articolo e Foto: Giovanni De Rosa).

 

 

Roberta Scardola e Miriam Candurro

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