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Tutto è iniziato con la Spagna, e con lei tutto finirà. Nel bene o nel male. Si sapeva che la Roja, vincitrice di Euro 2008 e del Mondiale 2012, sarebbero partita col favore dei pronostici. Un monopolio assoluto quello delle Furie Rosse che per forza, gioco ed individualità ha impallidito il mondo in questi ultimi 4 anni. E così è successo pure in Polonia e Ucraina. La nazionale di Prandelli proprio contro quella iberica si giocherà il titolo, terza finale di un torneo da sempre avaro di soddisfazioni per i colori azzurri, vincenti soltanto nel lontanissimo 1968 e poi finalisti nel 2000 battuti dal golden goal dell’attaccante francese David Trezeguet. Domani, una contro l’altra, come lo scorso 10 giugno, 1-1 rete di Di Natale e Fabregas per il pareggio degli uomini di Del Bosque. Quello di Di Natale, punta nell’inedito 3-4-3 di Prandelli, risulterà l’unico gol subito dagli spagnoli durante il torneo, a conferma del cammino delle Furie Rosse e della solidità e abilità dimostrata invece dagli uomini di Prandelli. Da quel pareggio le strade delle due squadre prendono direzioni diverse. L’Italia sbatte contro il muro croato, giocando la sua peggior partita ed ottenendo un altro 1-1. Contro l’Irlanda di Trapattoni, non dipende solo da noi: quattro giorni in cui tutti i media fanno aleggiare lo spettro di un altro “biscotto”, stavolta di stampo latino-centroeuropeo: con un 2-2 tra Spagna e Repubblica Ceca, anche una vittoria azzurra non basterebbe a farci passare il turno. Gli spagnoli segnano nel finale, l’arrembaggio ceco mette solo tanta paura. Il nostro 2-0 al Trap ci consegna il passaggio del turno. Contro l’Inghilterra del sornione Hodgson comincia un altro torneo: è spettacolo puro. I catenacciari stavolta sono i Leoni d’Inghilterra, la media dei tiri in porta degli azzurri è impressionante. Non bastano 120 minuti di assedio per consegnarci la semifinale. Ai rigori si compie il – meritato – capolavoro.  Il cucchiaio di Pirlo, gli errori di Ashley Young e Ashley Cole  sono ancora vivi nelle nostri menti. Così come la semifinale, dominata surclassando gli strafavoriti tedeschi. Sfida a cui è stata data una importanza forse eccessiva, scomodando paragoni socio economici, ma inequivocabile resta l’esito finale. Secco 2-1 con Mario Balotelli straordinario protagonista. Ora manca solo la ciliegina per confezionare una succulenta torta, sperando risulti indigesta solo agli spagnoli, che già 4 anni fa battendoci ai calci di rigore ai quarti di finali si avviarono a conquistare l’Europa, primo gradino di un trionfo internazionale che sembra non avere ancora fine. A meno che la banda di Prandelli non continui a farci sognare …

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