
di Biagio Verdicchio
– 3 e su Londra si accenderanno i televisori dell’intero mondo. Se anche Al Jaazera manderà suoi corrispondenti in terra britannica, l’attenzione è davvero globale. Del resto la pattuglia di giornalisti, opinionisti, commentatori è numerosa quasi quanta quella degli atleti. L’Italia, per la prima volta si trova a dover far fronte ad un insolito binomio. Da un lato l’inossidabile Rai che trasmise i giochi Olimpici invernali di Cortina d’Ampezzo nel lontano 1956, (4 anni più tardi toccò alle prime olimpiadi estive, guarda caso a Roma. Da Monaco 1972 l’evento fu trasmesso a colori, con un anno d’anticipo sull’entrata in vigore di tale tecnologia). A fare da contraltare alla solennità della Tv di Stato, la fresca armata di Sky. Del resto le ragioni di un monopolio interrotto le sappiamo. Oggi la trasmissione di eventi sportivi costa, e l’azienda di Stato non se la passa bene, come tutto il sistema Italia. Come già ricordato dal nostro sito, non sono mancate nei mesi scorsi le scaramucce a suon di comunicati, di post su siti e di “stati” su facebook o su twitter tra i vari giornalisti delle due aziende. Lanci di accuse veementi sul modo di commentare, sugli strafalcioni reciproci commessi. Insomma una vera e propria battaglia a suon di parole che non fa onore di certo a dei professionisti. Fondamentalmente la guerra di nervi si divide in due ragionamenti fondanti: Sky trasmetterà ben 2 mila ore di diretta televisiva, una copertura mai vista prima: 12 canali dedicati in HD a cui si somma, per la prima volta in Italia, un canale 3D completamente dedicato ai Giochi. Si godrà della visione di tutte le 959 medaglie in palio e il 100% delle competizioni degli azzurri. E per non perdere nemmeno uno sport, un podio o un italiano in gara, basta premere il tasto verde del telecomando e accedere all’interattività di Sky: grazie alle 12 finestre del mosaico olimpico, si potranno vedere tutte le discipline in onda in contemporanea e scegliere quella da vivere live, un vero e proprio palinsesto da costruire personalmente. Il manipolo di giornalisti attacca i colleghi Rai proprio su questo: pochi i mezzi, rischi di imbarazzanti sovrapposizioni (4 anni fa una partita di calcio fece saltare la visione della medaglia d’oro dello schermidore azzurro Tagliariol), vecchiume dietro al microfono. Dall’altro lato la Rai. La copertura non sarà totale, ma si potranno seguire 200 ore di trasmissioni in diretta, contro le 800 ore delle ultime Olimpiadi che si disputarono a Pechino. Ogni giorno, saranno 12 le ore dedicate allo sport su Rai 2, con la presenza di giornalisti sportivi che si occuperanno delle telecronache di ogni specialità. Parliamo in questo caso di volti noti e conosciuto, su cui è indubbio il valore e il bagaglio di conoscenza. Franco Bragagna per l’atletica leggera, Alessandro Antinelli per il volley, Stefano Bizzotto per i tuffi, Franco Lauro per il basket, Francesco Pancani per il ciclismo e tanti altri, a cui verranno affiancati anche ospiti d’eccezione come Attilio Monett per l’atletica leggera, Andrea Lucchetta per il volley, Oscar Bertone per i tuffi, Davide Cassani per il ciclismo e via dicendo. Ovviamente, l’appuntamento sarà anche sul web con Rai TV e la diretta streaming online. E’ stato proprio Franco Bragagna a lanciare l’ultima stilettata ai colleghi di Sky parlando di un “Caressismo” dominante che urla e non piace. Una polemica insomma che ha radici lontane. Fabio Caressa che seguirà le gare di nuoto per Sky è accusato di scarsa conoscenza. E come lui, tutta la banda della tv di Murdoch. 90 minuti a incitare i tifosi del calcio non sono la stessa cosa dei pochi minuti in vasca di Magnini,Pellegrini & Co. Staremo a vedere…perchè forse in fondo lo sport è ben altro, ma chi è cresciuto con la spinta micidiale di Galeazzi ai fratelli Abbagnale (“ancora pochi metri!Andiamo”), o ricorda quel “vola Jury,vola” ad Atlanta ’96 mentre il ginnasta di Prato volteggiava sugli anelli, o la sublime cronaca di un maestro, Davide De Zan, mentre l’indimenticato Fabio Casartelli andava a conquistare l’oro del ciclismo sulle strade di Barcellona, non fa a meno di rimpiangere certi miti e irrigidirsi di fronte a queste beghe di quartiere. Momenti a cui tra poche ore ne aggiungeremo altri, con diverse e nuove voci a farci compagnia. Anche questa è la magia olimpica.


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