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Attesa. Tanta, troppa. E alla fine ripagata. Perchè non cantava live da 18 anni, perchè lo faceva all’Arena di Verona e non in un qualsiasi altro teatro italiano, perchè a trasmettera la due giorni di diretta c’era Mediaset e non l’amata (e anche un pò odiata a sentire Claudia Mori) Rai. E poi perchè quando sale sul palco, si teme sempre che qualcosa accada. Questi i termini dell’attesa per il Rock Economy di Adriano Celentano. Lo straripante show annunciato come l’evento Mediaset dell’autunno 2012, e che gli stessi spot “aggressivi e aulici” lasciavano facilmente supporre. Poi è apparso lui, dopo il volo di un elicottero sull’antica città veneta, dinanzi ad un pubblico impazzito (molti i vip presenti nelle prime file, la coppia Tatangelo – D’Alessio, Mogol, Marco Mengoni, Paolo Bonolis e consorte) e a  9 milioni di spettatori dinanzi agli schermi da casa. Esattamente 9 milioni e 257mila spettatori con una media appena sotto il il 30 per cento (29,82)nella prima parte, mentre la seconda parte l’hanno vista in 9 milioni 159mila spettatori con share del 30,87%. Da Svalutation a Prisencolinensinainciusol un viaggio in una storia musicale lunga oltre 50 anni, da Pregherò al Ragazzo della via Gluk, passando per i brani dell’ultimo album, e all’inossidabile Io non so parlar d’amore. Un viaggio che ha toccato i temi scottanti dell’attualità, perchè a rileggere Svalutation e a riascoltare la recentissima Cumbia di chi Cambia, sembra di rivivere – in musica – le disavventure politico sociali del nostro paese. E allora tutti lì a chiedersi quando si dovrà aspettare per sentire l’Adriano nazionale parlare di politica e economia. E il “pistolotto” arriva puntuale tra seconda e terza parte, seduti attorno a un tavolo i giornalisti Rizzo e Stella e  l’economista francese Fitoussi. Si parla della debolezza dell’Europa e della idea di un “stati uniti”del Vecchio Continente come soluzione ai problemi di debito pubblico e di spread tra gli stati. Ma il ragionamento colpisce poco il pubblico, a parte qualche sporadico applauso, ed ecco i primi malumori. Dal palco qualcuno urla “Canta!!!” rivolto al Molleggiato. Ci pensa Gianni Morandi, a placare gli animi. “Scende la pioggia” cantata da entrambi riporta la calma, e riesplodono gli applausi e anche un timido tentativo da parte di qualche fan di salire sul palco. Tra silenzi, sbavature e qualche dimenticanza, il 74enne Adriano ha fatto ancora parlare di se. Lo si può amare o odiare, ma resta una icona della musica italiana, e non solo. Un evento, soprattutto per quelle note che hanno accompagnato le storie e le vite di tantissimi di noi. C’è chi ha scritto che forse sarà l’ultima occasione di vederlo sul palco. E forse anche per questo motivo lo abbiamo guardato con grande rispetto e un pizzico di nostalgia, per quanto ci ha saputo raccontare, per quanto ci ha saputo emozionare.

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