di Anna Gentile
Grande affluenza per il primo degli appuntamenti dell’Associazione Culturale Eta Beta domenica 13 gennaio nella sala maiolicata di Villa Fondi. La serata, realizzata nell’ambito degli incontri Letteral-Mente: Aperitivo con Libro, è stata curata da Mariella Nica che ha proposto al pubblico il binomio arte-cultura. L’evento, patrocinato dal comune di Piano, con la collaborazione del Marianiello Jazz Caffè, di Happy Days gastronomia, dei Colonna Hotels e della libreria L’Indice si è proposto come un cocktail già collaudato che presenta ancora per le domeniche del 20 e 27 gennaio, dalle 17,30 alle 19,30, gli incontri con Manlio Castagna e Aldo Di Mauro, e gli interventi dei ballerini di Academy Musical & Dance, della Di Mauro Band, e degli artisti Gianni Bardi, Letizia Caiazzo, Sasà Donnarumma, Maria Teresa Gargiulo, Manuela Iaccarino, Enzo Russo, Simona Simone, Massimo Somma, Nico Taminto e Orsola Tramontano. Il primo dei tre happening letterari preserali, è stata un’occasione per conoscere più da vicino la figura dell’artista Nico Taminto che, con il suo libro-testimonianza, ha ripercorso il periodo più traumatico della sua infanzia. Uno scritto autobiografico e dalla valenza fortemente liberatoria per l’artista prestato alla narrativa, ma che ben fa riflettere non solo su una realtà, quella del collegio, ma su un periodo, quello del dopoguerra, dove alcune scelte familiari erano dettate prevalentemente, se non addirittura solo, dalle circostanze e dalle situazioni contingenti. Un incontro che ha richiamato l’attenzione di tanto pubblico a partire dai Dirigenti Scolastici degli istituti comprensivi di Piano, S.Agnello e Sorrento, agli alunni del prof. Taminto e della scuola media carottese. Il dott. Pepe, nel suo saluto, ha voluto ricordare il legame esistente tra il titolo della rassegna e la mente. “I ragazzi devono manifestare il loro amore e il loro impegno verso i libri; occorre che aprano la mente a un libro che abbiniamo, in questa occasione, a un momento di svago e mi auguro che questa rassegna possa essere seme di tante iniziative”. Ad elogiare l’iniziativa, anche il D.S. dell’Istituto Comprensivo di Piano, dott.ssa Sagliocco. “Il professor Taminto”, ha affermato la preside, “è stato salvato dalla sua passione per l’arte e proprio questa passione gli ha consentito di evadere rispetto ad altre situazioni. Noi desideriamo che i nostri alunni abbiano dei sogni, ma soprattutto una passione da coltivare”. A intervenire, anche il D.S. dell’istituto Gemelli di S. Agnello, dott.ssa Pagano. “Quando ho conosciuto il prof. Taminto ebbi dei puntini sospensivi, per il suo aspetto, per i suoi colori. Era lontano dagli schemi dei professori che siamo abituati a frequentare. Non sono mai stata preconcetta, ma lui mi ha dimostrato che l’arte va fatta toccare concretamente”. A presentare l’artista Taminto, il prof. Angelo Calabrese che lo ha sostenuto e incoraggiato a pubblicare questo testo. “Nico ha dovuto scrivere”, esordisce il prof. Calabrese, perché esplicita una trama di sofferenza dovuta al suo essere discolo. Eravamo nell’immediato dopoguerra e la povertà e il bisogno non davano mai spazio all’educazione. La Storia non l’abbiamo dimenticata! Il problema di questo libro che passa nelle mani di allievi non formati a certe esperienze, ci fa riflettere sulla nostra storia. Il libro ci dà uno spaccato particolare di come venivano castigati i ragazzi in collegio, ma io mi sono imposto affinchè Nico facesse nomi e cognomi. La verità non può essere sottaciuta. Nico non ha mai perso di vista il suo talento ed ha scelto il surrealismo per leggere al di là della realtà. Quest’uomo, travagliato da bambino, ha conosciuto dei professori come de Stefano che l’hanno fatto emergere. Lui ha avuto dei maestri e mi auguro che anche lui lo sia. L’augurio a questi ragazzi è che possano diventare maestri capaci di portare avanti il discorso della vita”. In seguito alla lettura di passi scelti, da parte di alunni della scuola media, è stata la volta di un dibattito durante il quale l’autore si è soffermato su alcuni elementi fondamentali e indimenticabili della sua permanenza prima presso l’istituto delle Piccole Ancelle di Cristo Re, di Portici e poi presso quello di Castellammare di Stabia. Interessati, ma anche curiosi i ragazzi che hanno posto al prof. Taminto domande precise e puntuali, proprie di chi è assetato di conoscenza. Un libro-documento, quello di Nico Taminto, che vale la pena leggere e, forse, ancor di più far leggere alle giovani generazioni, non solo in quanto testimonianza diretta di vita vissuta, ma anche per conoscere e non dimenticare.


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