by Somma Informatica
Redazione
Contatta su Skype la Redazione di SommariaMente Free Press per inserire gratuitamente i tuoi articoli
oppure inviaci una mail a redazione@sommariamente.it
Editore
Contatta su Skype l'Editore di SommariaMente Free Press
oppure inviaci una mail a redazione@sommariamente.it
Marketing-Pubblicità
Contatta su Skype l'ufficio commerciale di SommariaMente Free Press per la tua pubblicità sul nostro sito e sul nostro cartaceo
oppure inviaci una mail a commerciale@sommariamente.it per il tuo PREVENTIVO GRATUITO
Cliccaci su Google+
LinkedIn

Ancora una volta, per il quarto anno consecutivo, la ricca Kermesse del giornalismo d’inchiesta, curata da Vincenzo Iurillo, grazie al supporto di Marco Pappalardo (Resort Gocce di Capri) ha portato nel territorio lubrense giornalisti, scrittori, magistrati e uomini che, con il loro esempio, ma soprattutto con il loro coraggio, hanno fatto della legalità e della trasparenza la propria missione. E così lunedì 15 luglio, il sagrato della chiesa di Santa Maria delle Grazie di Sant’Agata sui due Golfi ha ospitato il Procuratore Nicola Gratteri , intervistato da Maddalena Oliva, vicedirettrice de “Il Fatto quotidiano”. Una piazza gremita, una platea costituita da un pubblico eterogeneo, indice che giovani e meno giovani, da più parti, richiedono un cambiamento alla luce di una Legalità e di una trasparenza che troppo spesso, nella maggior parte dei casi, sono solo parole, se non in una esigua parte delle Istituzioni impersonata da chi, come Gratteri e don Patriciello, seduto tra il pubblico, si battono affinché le loro parole non restino nel vuoto. Al centro del dibattito, Il grifone, l’ultimo libro del Procuratore scritto a quattro mani, con il prof. Antonio Nicaso e che va ad arricchire la copiosa letteratura sulla ‘ndrangheta, “la matrice potente che non abbiamo solo in Italia ma anche nel mondo”, a cui il Procuratore rivolge da decenni la sua attenzione. Un testo, come ha asserito la vicedirettrice, che, nel momento in cui è stato pubblicato, è sembrato anticipare e precorrere i tempi, anche se, di lì a poco, le varie inchieste portate avanti negli ultimi mesi hanno dimostrato che “le mafie corrono molto più veloci anche nelle riflessioni scritte”. Prima di entrare nel merito del libro, però, Oliva ha stuzzicato Gratteri, esattamente a qualche giorno dall’approvazione del Decreto Nordio, sulla riforma della giustizia e, senza mezzi termini, con il linguaggio semplice ed immediato che lo contraddistingue, il Magistrato ha reso Giustizia, com’è sua consuetudine, anche alla realtà, oltre che ai cittadini, “dicendo le cose come vanno dette”. “La possibilità di fare indagini sulla Pubblica amministrazione, da Tangentopoli in poi”, ha esordito Gratteri, “è stata messa sempre più in difficoltà e pregiudicata e se è vero, com’è vero, che saranno annotate quattromila condanne per abuso d’ufficio, quindi non è un reato inesistente o evanescente, come qualcuno ama dire; sul resto, queste riforme sono un disastro. Noi assolutamente non ne sentivamo la necessità o il bisogno. Non sono queste le riforme che servono per velocizzare i processi, che servono per tutelare le parti offese, che servono per tutelare i più deboli! Posso affermare, e me ne assumo la responsabilità, che dalla riforma Cartabia ad oggi, quasi tutte le riforme fatte non servono assolutamente a nulla, servono solo a rallentare il lavoro delle forze dell’ordine, dei magistrati, a rendere più difficile l’acquisizione della prova”. E lo sgomento, misto ad una sorta di indignazione, la platea lo ha esternato quando il Procuratore di Napoli, relativamente al DDL ha rivelato: “Pochi sanno che in esso si prevede che prima di arrestare una persona bisogna avvertirla cinque giorni prima. In un paio di mesi , dunque, ci sarà, quando entrerà a regime questa norma, la paralisi del processo penale”. Un “sistema” che Gratteri non condivide ed esprime le sue perplessità riguardo alla modalità della stesura di svariate norme. “E allora”, ha dichiarato con forza, “io vorrei capire se chi ha scritto queste norme è stato qualche volta in un tribunale, è stato qualche volta in udienza per capire cosa accade. Perché non c’è una logica. È veramente un disastro”. E se da un lato il Dott. Gratteri ha messo in risalto la debolezza della Magistratura e alcuni errori dei magistrati, dall’altro si è espresso anche riguardo alla stampa. “Molti giornali”, ha proseguito, “non hanno l’interesse all’informazione assoluta, all’informazione libera e quindi ci sono anche giornali che ogni mattina si prefiggono di raccontare fatti distorti o diffamatori e che attaccano in modo sistematico determinati magistrati, magari quelli più esposti, quelli che non stanno zitti, quelli che danno fastidio, quelli cha vanno a parlare in tv ma, mentre parlano, sanno perfettamente di danneggiarsi la carriera o sanno bene di farsi nemici potenti. Ma parlare, raccontare la verità è una cosa molto importante perché il silenzio è complicità e non bisogna voltarsi dall’altra parte, perché stare zitti vuol dire favorire il manovratore”. Ha parlato poi di Caivano dove sono state fatte tante cose in poco tempo, grazie a don Patriciello, e proprio riferendosi al sacerdote, presente nel pubblico, ha ammonito: “Cerchiamo di imitarlo, ché basta avere testa dura e determinazione per essere ascoltati”. E da Caivano il suo sguardo si è esteso alle tante Caivano delle periferie italiane dove abbandono, degrado, violenza, analfabetismo, ignoranza, regnano sovrani. “Per questi luoghi abbandonati” ha rimarcato con forza il Magistrato, “sarebbe meglio pensare a una scuola in più e a un carcere in meno”. E quello della cultura è un tema fortemente sentito da Gratteri, soprattutto per le zone a grandissima emergenza educativa come le tante Caivano italiane. “Prima che di cultura occorre parlare di istruzione” ha detto con forza. “La cultura è un progetto successivo. Qua siamo ancora nei rudimenti dell’istruzione. Abbiamo generazioni di ragazzi che non sanno scrivere in lingua italiana”. E se Gratteri, senza mezzi termini, attacca una Scuola che lascia molto a desiderare, tra accorpamenti di Istituti scolastici e classi “pollaio”, è sempre lui a difendere i nostri ragazzi. “Io credo che abbiamo il dovere di avere speranze nei giovani e abbiamo il modo di ripartire con una risorsa importante che sono i nostri figli. Dobbiamo parlare con loro, dobbiamo ricominciare a chiedere anche a loro cosa pensano. E’ inutile che noi creiamo un mondo in cui i nostri studenti siano spettatori, che poi si mettono al telefonino mentre noi parliamo di grandi cose. Così noi abbiamo già perso”. Mettere i giovani e gli studenti al centro di ciò che gli adulti fanno, ascoltare il loro parere e le loro idee, farli sentire protagonisti del territorio, ma anche di un presente o di un futuro che siamo noi, quasi sempre, a progettare per loro, sono queste le premesse della necessaria cittadinanza attiva di cui Gratteri è sostenitore e propone la presenza dei ragazzi già a partire dai Consigli comunali. Un modo, dunque, per iniziare quella rivoluzione sociale e culturale di cui la nostra società ha davvero bisogno. ( di Anna Gentile)

Sommariamente Web Tv
Watch live streaming video from sommariamente at livestream.com
Cerca con google
Ricerca personalizzata
NERI PER CASO a SORRENTO
Facebook
Invia notizia

    Il tuo nome (richiesto)

    La tua email (richiesto)

    Oggetto

    Il tuo messaggio

    Allega un file

    Twitter
    Iscriviti alla nostra Newsletter
      35180
    Donazioni
    Archivi
    Protected by Copyscape Duplicate Content Protection Tool