La gentilezza e l’empatia, antidoti al bullismo
Piano: E’ stato presentato giovedì 10 luglio, sulla terrazza di villa Fondi, nell’ambito della rassegna Estate blu,“Davanti al Golfo di Surriento” il testo di Paolo Siani “Cyberbullismo”. A dialogare con il Dottore, l’assessora Antonella Arnese che ha coinvolto anche gli alunni presenti della scuola secondaria di primo grado. Frutto dell’esperienza sul campo, di studi, di appunti e di osservazioni fatte sia come medico che come parlamentare, il libro, piccolo manuale per proteggere e guidare la generazione digitale, edito da Giannini, mette in risalto un fenomeno sempre più dilagante, ma a cui non sempre viene data la giusta importanza, quello del cyberbullismo. Sensibile alla tematica, ilPrimario di pediatria all’Ospedale Santobono di Napoli, si è occupato, in qualità di medico e di parlamentare, e si preoccupa di diffondere, attraverso il ruolo di pediatra, tra i genitori, le informazioni più semplici riguardo ai dispositivi elettronici che “ai bambini piccoli non vanno datimai, perché fanno male”. E la sua campagna di sensibilizzazione avviene non solo con la testimonianza e gli incontri sul territorio, ma anche, ed in primis, attraverso nozioni di base ai genitori dei suoi piccoli assistiti. L’ex vicepresidente della Commissione Bicamerale Infanzia e Adolescenza, infatti, elargisce il suo tempo a formare ed informare, convinto che se adoperati in maniera corretta, i dispositivi elettronici sono strumenti utili. Mettere in guardia adulti e ragazzidalle insidie e dai pericoli del cellulare ed indirizzarli ad un uso consapevole è l’obiettivo di chi si è ampiamente occupato del fenomeno nella Commissione infanzia, con un lavoro molto approfondito e ricco di fonti importanti, e che “già sei anni fa preoccupava molto le società che gestiscono questi social, perché il cyberbullismo era un fenomeno in evidente crescita”. “Più scrivo”, dichiara il dottore, “più mi rendo conto che è un tema di enorme rilievo, perché tutti noi pensiamo che l’uso degli apparecchi elettronici, in particolare del telefonino, sia un uso innocuo che non fa male, tanto che molte mamme lo usano per far leggere storie ai bambini.
Una nostra inchiesta ha mostrato che il 35% delle mamme intervistate, attraverso un questionario, mentre svolge le faccende domestiche, chiede ad Alexa di leggere una storia al proprio bambino. Ci chiediamo che cosa ci sia di male, ma al bambino fa bene al suo cervello la voce della mamma o del papà, che ricorda già in utero, mentre la voce metallica non serve a niente”. Si è soffermato poi, sulla solitudine dei nostri ragazzi e sul ruolo che hanno le agenzie educative. “Tutti gli attori che si interessano della salute e della crescita di un bambino, vale a dire i genitori, i pediatri, il parroco, gli insegnanti, l’allenatore sportivo devono operare in sinergia. Se tutte queste figure non stanno insieme e non fanno per ogni ragazzino un progetto educante, coinvolgendo la famiglia, allora la situazione sfugge di mano”. E tra le preoccupazioni maggiore del pediatra c’è quella del bullo. “E’ lui il problema vero”, asserisce, “ma dobbiamo chiederci perché quello è bullo e soprattutto quando è che uno diventa bullo. Noi nasciamo empatici, nessuno nasce bullo perché già in utero siamo predisposti all’altro. Allora perché nessuno si accorge che quel ragazzo sta diventando un bullo e quindi lo rieduca, come in utero, ad essere gentile come col fratello gemello? Nessuno lo fa e quindi quello poi va avanti”. Ha interagito anche con gli alunni presenti ai quali ha raccomandato un utilizzo consapevole del cellulare, ma è stato proprio in riferimento all’Istituzione scolastica che ha suggerito l’apertura delle scuole fino a sera, quale antidoto non solo alla dispersione, ma anche all’isolamento.
(Anna Gentile)

