
Fortunato Calvino
E a distanza di un anno, grazie all’interesse del CIF (Centro italiano femminile) nella persona di Luisa Bevilacqua (Presidente) e Miriam Perfetto (vice presidente), Fortunato Calvino è tornatonella location che lo aveva ospitato lo scorso anno per la presentazione de Il guardiano di anime. Venerdì 30 agosto, infatti,a Villa Fondi, nell’ambito della rassegna “Estate blu”, curata dall’Assessore alla Cultura, Giovanni Iaccarino, il drammaturgo e sceneggiatore, ha portato in scena Lurdes, un testo inedito in cui una donna, moglie e madre si trova a dover fare i conti da un lato con il Coronavirus, dall’altro con le paure e le contraddizioni familiari, in particolare di suo marito. Lurdes , più che affrontare “la malattia” si trova di fronte alle “fisème” di Vincenzo, più “malato immaginario che malato realmente”. Un alternarsi di paradosso e comicità in una famiglia fragile e poco unita, spesso “terreno di scontro e di situazioni sempre più al limite del paradossale. Ed è grazie anche a Pina Strazzullo, assistente alla regia ed allo scenografo Paolo Foti, che Luigi Credendino, nel ruolo di protagonista, è riuscito perfettamente a trasferire al pubblico emozioni e sensazioni di un déjà-vu in quanto effettivamente vissuto da molti. Il Coronavirus, infatti, ha messo a dura prova tutti e la convivenza forzata e quasi coercitiva ha, non di rado, esasperato gli animi. E la trasposizione dalla realtà al teatro è uno dei meriti di Fortunato Calvino, regista napoletano, attento indagatore e lettore dei tempi, che ha saputo farsi apprezzare, ottenendo non solo un grande consenso di pubblico, ma premi e menzioni speciali per lavori come “Cravattari”(premio “Giuseppe Fava”, Premio “Girulà-Teatro a Napoli”, premio speciale “Giancarlo Siani) di cui nel 2018 è stata fatta una trasposizione filmata o “la Resistenza negata”. Temi sociali di forte impatto quelli che propone Calvino, ma occasioni che fanno riflettere e meditare.
(di Anna Gentile)

