Martedì 11 settembre 2001, martedì 11 settembre 2012. Sono passati 11 anni da quella immane tragedia che ha cambiato il volto dell’occidente e del mondo intero. Nessuna primavera araba sarebbe esplosa senza il sacrificio inconsapevole di circa 3.000 persone; nessun Bin Laden sarebbe entrato nell’immaginario collettivo, quale “signore del terrore” senza che quelle immagini non avessero fatto il giro del globo, lasciandoci attoniti e storditi. Nessuna attenzione al mondo arabo divenuto immediatamente il “male”, sarebbe stata posta senza che quel maledetto giorno sia capitato nel corso della Storia. Oggi in un mondo caduto in un’altra disgrazia, quella economica, forse è già sopito il ricordo di quelle drammatiche ore e giorni che seguirono a quel dannato martedì. L’America guarda oggi a nuove elezioni. Perchè se Obama rappresentò una speranza di pace nel dopo Bush, ora contro Romney la lotta è sul piano del lavoro e della rinascita economica. Eppure in quel dannato martedì di metà settembre, fu toccato anche il mondo degli affari. Si parlo di uno stop al volume della ricchezza per circa 70 miliardi di dollari. Aumentarono le spese per la sicurezza, e le spese di guerra lasciarono indietro quelle per educazione, occupazione, sanità. Deficit e disoccupazione, furono così il prezzo da pagare per le guerre in Afghanistan e in Iraq. Il premio Nobel per l’economia Joseph E. Stiglitz lo ha spiegato di recente: “L’aumento della spesa per la difesa è la ragione principale per cui l’America è passata da un surplus del 2% del Pil, all’epoca dell’elezione di Bush, alla pericolosa situazione attuale di deficit e debito pubblico. La spesa diretta per quelle guerre ammonta a circa 2mila miliardi di dollari – 17mila dollari sulle spalle di ogni famiglia americana – senza considerare i conti ancora da presentare, che fanno crescere questa cifra di oltre il 50%”. E’ stata forse proprio l’insicurezza globale, i timori, le paure di tutti, oltre i lutti e le spese belliche, ad agitare i mercati. Un altro colpo stavolta più grave, perchè ci colpisce tutti, e dove è ancora difficile intravedere la luce.


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