Di Biagio Verdicchio
È stata la settimana che come un fulmine a ciel sereno ha decretato la fine della società di trasporti Eavbus (1300 dipendenti). Un pomeriggio di attesa per i dipendenti che aspettavano di ricevere semmai parte degli arretrati e che invece si sono visti notificare il fallimento della società. Nella sede di Via Nuova Agnano si sono precipitati il legale rappresentante e liquidatore Paolo Como, l’ex amministratore unico Roberto Pepe e il manager di Eav holding, Nello Polese. E qui, quasi tragicomicamente la EavBus ha ribattuto che non ci sarebbe stata la notifica dell’istanza di fallimento. Insomma la sentenza è stata emessa in contumacia, senza che EavBus presentasse opposizione. Difficile credere che la notifica ad una grande azienda pubblica, come è la EavBus, non sia stata mai ricevuta. Per capirne di più la stessa Eav stessa ha nominato l’avvocato Michele Sandulli, docente di diritto commerciale, per ricorrere contro la sentenza. E Sandulli avrebbe già individuato la possibilità di eccepire un difetto di notifica. Attori e personaggi di una tragedia che ha avuto il suo epilogo in settimana, salgono in scena a febbraio di quest’anno quando due società fornitrici di servizi, la Nitida e la Nuova Socom, presentano un’istanza di fallimento per il debito maturato nei confronti dell’EavBus. Si tratta di aziende di pulizie che da anni lavoravano sui bus. La Nitida transige il debito. Resta aperta la vertenza della Nuova Socom che, vantando un credito di 600mila euro nei confronti della società di trasporti, ha portato alla sentenza di fallimento. A luglio Eav holding, rappresentante di quattro aziende di mobilità, invia una nota ai manager chiedendo in modo chiaro se ci fossero procedure giudiziarie o, peggio, di fallimento in atto. La EavBus non segnala nulla a riguardo. Non si parla di notifiche, né di istanze di fallimento. Il processo va avanti e a metà ottobre la EavBus prosegue nel tortuoso percorso di risanamento con la nomina di Paolo Como, esperto di diritto civile, commerciale e tributario, come nuovo amministratore unico. L’amministratore, la cui nomina scade a fine anno, ha assoluto mandato di indagare al fine di ottenere i necessari elementi di valutazione per la riorganizzazione o soppressione della società. E arriviamo a metà della scorsa settimana quando l’operato del commissario per il risanamento si blocca dinanzi alla sentenza e agli uffici sbarrati dai sigilli. Restano i dubbi come quelli avanzati da Giuseppe Esposito,segretario regionale della Fit Cisl che sottolinea come sia impossibile giungere ad una sentenza di fallimento per un debito di soli 600mila euro senza presentare regolarmente opposizione. Il fallimento di EavBus potrebbe ora coinvolgere anche Circumvesuviama, Sepsa e MetroNapoli NordEst in quanto le stesse hanno debiti verso EavBus per circa sedici milioni. La Circumvesuviana avrebbe un debito di 12 milioni con Eav, Sepsa tre milioni MetroNapoli Nordest circa settecentomila euro. All’atto pratico, ossia ciò che riguarda gli utenti, gli autobus cammineranno, anche se sull’ordine di servizio predisposto dal curatore fallimentare Maurizio Siciliani si rinvia la decisione alla giornata di oggi. Ma a questo punto, davvero in pochi sanno come andrà a finire questo pasticciaccio brutto che riguarda la mobilità in Campania.


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