Alla fine sorride. E quel sorriso fa sciogliere le decine di ragazzine che hanno assalito il box di Piazza Tasso. Riccardo Scamarcio è fatto così, e Piera Detassis, storica direttrice di Ciak lo sa bene, e lo sottolinea: “ho quasi timore di parlare con Riccardo”. Un timore legato più all’aspetto burbero, da duro, del ragazzo di Andria, che non ha fatto nulla, negli anni per nascondere quel lato da “bel tenebroso”. Sta di fatto che riccarod racconta per un attimo un episodio, se volete pure curioso, riguardante una normalissima visita medica, e di un consiglio che un medico rivolge all’attore: “signor Scamarcio, lei difetta del dono della sintesi ….”. Riccardo non fa mistero che spesso i suoi ragionamenti ricchi di enfasi e metafore, potrebbero essere raccontati in modo assai più fluido. Ma tant’è, lui sorride, e la platea applaude. L’occasione è ghiotta, perché Scamarcio veste qui a Sorrento l’inedito ruolo di produttore del film dell’altrettanta debuttante dietro la macchina da presa, della compagna Valeria Golino. “Miele” è un titolo ancora provvisorio spiega Scamarcio, togliendo così dubbi a noi giornalisti sul fatto che il prodotto fosse da tutti conosciuto come “Vi perdono”. Se il titolo muterà, sarà la bellissima coppia a deciderlo (anche se sul Red Carpet dell’Hilton, in molti restano delusi: sfilano prima la Golino e la Trinca e dopo una buona mezz’ora il bel Riccardo). Quello che non muta è il tema trattato dal film. Tema per nulla semplice, quello della “dolce morte”. Rene (Jasmine Trinca) ha trentadue anni, è una ragazza come tante, vive da sola e ha delle storie occasionali. Da tre anni ha deciso di dedicare la propria vita a persone in cerca di aiuto, assistendole e alleviandone le sofferenze anche quando arrivano a decisioni estreme: per questo il suo nome in codice è Miele. Un giorno, però, si trova a fare in conti con Grimaldi e il suo male invisibie. Tratto dal romanzo di Angela Del Fabbro (Einaudi), il film è prodotto oltre che da Riccardo Scamarcio da Viola Prestieri (presente a Sorrento e lasciatasi fotografare proprio con Riccardo) per la Buenda Onda, in coproduzione con Les Films des Tournelles (Francia) e con Rai Cinema. Riccardo preferisce parlare poco della trama, ma il suo non parlare tradisce un certo affetto per un lavoro che lo ha coinvolto personalmente. “Un atto d’amore, dolcezza e clemenza veros la vita”, si lascia scappare, mentre la Detassis gli chiede per quale regista farebbe la follia di lavorare addirittura gratis. Riccardo risponde Valeria e lo dice con la convinzione di chi, nelle vesti di produttore ha visto crescere il sogno della compagna di realizzare un film. Scamarcio prosegue in una analisi attenta del mondo del cinema al tempo della crisi, non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto da quello “sociale”. “Oggi internet ci fornisce una quantità di informazione di cui spesso non sappiamo casa farcene. Il cinema deve tornare ad avere un compito centrale nell’informare ed educare, indicare un punto di vista. Il cinema racconta uomini e donne nella loro specificità”. Un ultimo pensiero è per il sud. Riccardo parla della sua terra e delle sue origini di ragazzo ribelle partendo dalla pioggia che improvvisamente si abbatte sulla piazza di Sorrento, e su come “etimologicamente” nel dialetto “terrone” definire quel tipo di pioggia fastidiosa e battente. Riccardo non nasconde l’amore per la sua Puglia e per il sud. Il prosismo anno, lui e Rocco Papaleo saranno protagonisti di un film. Ma quello che quasi commuove sono le parole usate dall’attore per definire l’altra faccia dell’Italia: “Adore del Sud il disordine”. E poi un invito ai giovani. “Guardate oltre, la provincia è tanto cara nel proteggervi quanto maledetta nel distruggervi. Provate a guardare oltre, oltre il mare, e non solo geograficamente”. Piera Detassis gli chiede ancora per quale regista – e a questo punto non Valeria – farebbe una follia. È l’ultima domanda. E ora Riccardo ci ha preso gusto, e si confida alla platea sorrentina. “Sai con chi lavorerei davvero, davvero gratis? Per Terrence Malick”. Terrence, è il riservato (non rilascia interviste dal lontanissimo 1973) regista del bellissimo “The tree of Life”, premiato a Cannes con la Palma d’Oro. Una follia più che un sogno, ma a Riccardo auguriamo che prenda forma. Lo merita davvero.(foto Biagio Verdicchio)



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