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Una full immersion nel mare, per così dire, quella organizzata dall’amministrazione comunale di S.Agnello e dall’assessore al turismo Giuseppe Gargiulo, con la collaborazione e l’organizzazione dell’associazione turistica Sant’Agnello Tourist Club. Il convegno, dal titolo “Mare nostrum”, che ha dato il via alle “Notti sul mare”, progetto finanziato dalla Regione Campania e dall’Unione Europea, è stato reso possibile anche grazie alla collaborazione con l’Area Marina Protetta “Punta Campanella” e l’Istituto Nautico “Nino Bixio”. Location d’eccezione la magnifica terrazza di Villa Crawford, messa a disposizione dalle suore salesiane. Un’occasione “per riscoprire tutte le potenzialità, ma anche i limiti da superare, di una delle risorse fondamentali del territorio”. Relatori della prima serata : il sindaco Sagristani, il capitano Astarita, il prof. Antonio Russo e Claudio D’Esposito. Moderatore l’assessore Gargiulo. Presenti, inoltre il D. S. dell’istituto Nautico, Dott.ssa Giuseppina Ferriello e il D.S. dell’Istituto Comprensivo “Piano di Sorrento”, dott.ssa Maria Rosaria Sagliocco.” A prendere la parola il primo cittadino, dott. Sagristani che, dopo aver ringraziato tutti i presenti, si è soffermato sull’importanza del nostro mare. “Il mare è la nostra vita, tutti i nostri centri abitati sono nati vicino al mare. Abbiamo in Penisola Sorrentina armatori che ne hanno fatto la storia. Il collegamento col mare, per la Penisola, è fondamentale. Pittori, poeti, artisti hanno amato la nostra terra per due cose in particolare: il profumo dei fiori d’arancio e il mare. E’ necessario, pertanto far nascere una cultura del mare”. Deciso e convinto, inoltre, è parso anche quando ha richiamato cittadini ed amministratori a controlli e a sacrifici. “Senza il mare”, ha aggiunto il sindaco, la Penisola non ha futuro. Questo deve essere un punto di partenza per un’azione preventiva che deve esserci in tutto il corso dell’anno. Bisogna educare i cittadini, preservare, custodire e tramandare la ricchezza del mare alle generazioni future”. Intervento successivo, quello di Tonino Miccio, Direttore dell’Area marina Protetta “Punta Campanella”. “Condivido quanto detto dal sindaco. Occorre lavorare d’inverno, ma bisogna rendersi conto che il mare è sconosciuto”. Il direttore, inoltre, ha parlato non solo di educazione ambientale, ma ha fatto riferimento anche ad una educazione alimentare legata al mare. “E’  vero che c’è un sentimento positivo per la salvaguardia ambientale”, ha puntualizzato, “ma per gli habitat c’è una minore sensibilità. E’ importante l’approccio, ma non bisogna limitarsi soltanto all’apparenza del mare. La tutela del mare dipende da noi cittadini e dagli amministratori”. E’ stata la volta del Presidente dell’Associazione Professionale Capitani Marittimi, Astarita che, per il suo intervento, si è basato sul suo vissuto sul mare. Si è soffermato poi su nodi cruciali del discorso, vale a dire sull’inquinamento e sullo sversamento dei rifiuti in mare, tematica, quest’ultima presa in esame, da un punto di vista dettagliato, dal prof. Antonio Russo dell’Istituto nautico “Nino Bixio”. “Il mare”, ha asserito il professor Russo, “è qualcosa di cui noi della Penisola non possiamo fare a meno. Ecco che è fondamentale educare i giovani alla tutela di un mare che viene sfruttato, utilizzato e violentato e al rispetto delle leggi. Degno di attenzione anche il discorso fatto dal docente riguardo alla plastica. “La plastica è figlia del progresso. E’ leggera, malleabile, si lavora facilmente, però è indistruttibile. Non è biodegradabile. Il mare, dunque,”, ha concluso, “è un grosso filtro che sta per intasarsi”. La parola è passata poi a Claudio  d’Esposito, responsabile locale del WWF che ha evidenziato la vastità dell’argomento ma ha sottolineato, ancora una volta, la responsabilità dei cittadini e degli amministratori in primis alla salvaguardia ambientale. “La spiaggia”, ha riferito d’Esposito, “non è solo tintarella. Oggi alla spiaggia si vuole ogni sorta di comodità, la spiaggia è una distesa dove ricostruire la nostra casa all’aperto. Noi non ci accorgiamo di cosa c’è sotto il mare. Se tutti ci sintonizzassimo e volessimo una spiaggia pulita, sicuramente non ci comporteremmo da predoni nei confronti del mare. Il Mediterraneo non è solo mare, è cultura e lo abbiamo nel DNA. Messaggio chiaro e diretto per gli amministratori: non solo dobbiamo fare educazione ai giovani, ma dobbiamo metterci insieme, percorrere gli alvei e i valloni del nostro territorio e vedere quanti scaricano in un corso d’acqua. Bisogna iniziare ad essere tutti onesti!”

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