Nomen omen dicevano i latini e se ci riferiamo a lei non possiamo non concordare con questa massima: artista a tutto tondo, Roberta Tondelli è una cantante versatile e poliedrica. Nata nella città dei coralli e dei cammei, fin da piccola nutre un amore profondo per la musica ed il canto e “cresce ascoltando grandi artisti nazionali ed internazionali”, ma saranno Pino Daniele e Withney Youston ad influenzarla profondamente. Inizia ad esporsi in pubblico sedicenne, dà vita ad un trio e poi ad una vera e propria band con cui si esibisce in locali e piazze campane e dell’Italia centro meridionale. Partecipa nel 2013 al Festival di Castrocaro e, dopo quattro anni, incide e produce il suo primo lavoro discografico. E sarà proprio il primo inedito di “Femmena”ad essere scelto nel 2018 per il Festival di Napoli. Successivamente all’incisione di “Na canzuncella doce doce”, omaggio per il centenario dalla nascita di Renato Carosone, realizza il singolo extra “Voglia di uscire” e tra collaborazioni ed incisioni anche di cover, Roberta si fa apprezzare anche come corista. Nel febbraio del 2021 pubblica l’inedito “Sienteme”, scritto da Antonio de Carmine e Mauro Spenillo, brano che si aggiudicherà il primo premio al Festival delle Arti, e che nella versione spagnola, pubblicata nel maggio dello stesso anno, riscuote numerosi consensi di pubblico sudamericano. Si tratta di un inno all’amicizia il cui incasso viene devoluto all’Associazione di clownterapia di cui si occupa personalmente. Duetta con Monica Sarnelli con “Doje parole” che pubblica nel marzo del 2022. A maggio dello stesso anno prende parte al progetto Arka Napoli nel quale viene scelta per interpretare il brano Anime dint o vient , un incoraggiamento ai ragazzi e scugnizzi di tutto il mondo, disorientati, poco motivati e spaventati da un futuro incerto, brano che nel febbraio dello scorso anno vince il premio Annalisa Durante. Nell’ottobre del 2022 mette in piedi “Napoli al….Massimo”, spettacolo dedicato a Massimo Troisi, ed intanto prosegue l’attività concertistica. A gennaio 2024 esce il suo lavoro discografico “Tutta ‘a vita affacciata all’ammore” con cui avrà ampio successo di critica, seguito dal singolo “Quello che vorrei” che reca la firma dei fratelli Spenillo, Antonio e Mauro, con i quali si è esibita il 13 agosto scorso nel chiostro di S. Francesco a Sorrento, nell’ambito della rassegna Napoli inCanta al chiostro. Solare ed eclettica Roberta sa perfettamente ciò che vuole ed infatti, riguardo alle tematiche delle sue canzoni dichiara: “Le canzoni che interpreto, non essendo una cantautrice, non sono scritte da me, ma le scelgo sempre con molta cura quando me le propongono. Devono, in qualche maniera, rappresentarmi altrimenti non sarei credibile e non riuscirei ad immergermi totalmente. C’è sempre un tema specifico nelle canzoni che incido; la donna (Femmena), l’amicizia (Sienteme) l’amore (Non ti so rinunciare, Quello che vorrei) la nostra amata Napoli (Murì e Doje parole) insomma cerchiamo di comunicare sempre messaggi a chi ascolta”. E nonostante abbia fatto una scelta musicale precisa, soprattutto in un periodo in cui, pare, vadano di moda i neomelodici, lei sostiene la diversità. “Credo che ci sia spazio per tanti generi musicali” asserisce, “ed essendo i gusti musicali diversi è giusto che ci siano anche generi musicali che possano accontentare tutti. Ognuno si rivede in determinati testi e melodie”. Eppure anche la decisione del napoletano, che connota molte canzoni del suo repertorio, non è casuale. “E’ stata una scelta voluta quella di interpretare gran parte delle canzoni in lingua napoletana. Per me è importantissimo portare avanti le proprie radici, metterle a nudo e farle conoscere a quante più persone possibili. Il nostro non è più solo un dialetto, ma una lingua a tutti gli effetti e sono orgogliosa di questo, così come lo sono quando mi dicono che amano ciò che propongo, che lo trovano raffinato e di gran gusto. Lavoro, insieme al mio team, minuziosamente su questo aspetto e ringrazio di cuore il mio arrangiatore Mauro Spenillo, i miei autori e tutti i musicisti che suonano i miei brani aiutandomi, con il loro prezioso contributo, a non snaturarmi mai”. E Roberta, nonostante il successo, è una donna umile e, probabilmente anche questo è il segreto che ha fatto la fortuna delle sue canzoni. “Credo che alla gente arrivi la verità che c’è dietro ogni mio progetto. Non sono solita incidere canzoni tanto per farlo. Quando sento l’esigenza lancio SOS a Mauro Spenillo e ci mettiamo a lavoro sulla scelta del brano o dei brani, come capitato con il mio ultimo album uscito a gennaio “Tutta ‘a vita affacciata all’ammore”. Ad esempio in quest’ultimo ho seguito il filone anni ’90, infatti tutte le canzoni, sia inedite che cover, sono degli anni ’90, come pure il vinile lo è, il mio outfit per copertina album e booklet interno è anni ’90, insomma, anche qui, tutto ha un senso e alla gente arriva chiaramente ciò che sono”. Un lavoro attento ed al passo coi tempi, frutto di passione e sensibilità, apprezzato in particolare da un pubblico adulto. “Negli anni”, conclude entusiasta, “mi sono resa conto che il target va dai 35/40 ai 60/70. Persone attente, mature che amano la musica, appassionate ed io sono felicissima di notare che aumentano di giorno in giorno. Il loro sostegno per me è spinta a proseguire, a non arrendermi in questo mondo artistico, così tanto complicato e pieno di assurdi sistemi. Sono molto grata al mio pubblico!”
(di Anna Gentile)

