E’ stato trovato sabato pomeriggio al Beverly Hilton di Beverly Hills, a Los Angeles il corpo della cantante e attrice Whitney Houston, morta all’età di soli 48 anni. «Alle 15:55 ora locale (00:55 di oggi in Italia) Whitney Houston è stata dichiarata morta nel «Beverly Hilton hotel», ferme e fredde le parole del portavoce della polizia Mark Rosen. Il corpo è stato trovato nella sua camera di hotel al quarto piano . I paramedici che si trovavano sul posto in vista della notte dei Grammy a cui avrebbe dovuto prendere parte. sono subito intervenuti, ma senza successo, e Whitney Houston è stata dichiarata morta alle 15.55. Secondo la Cnn è stato il suo compagno, il cantante Raj Jay, a dare l’allarme. «Era la sua serata preferita», ha spiegato alla stampa il suo mentore Clive Davis, riferendosi al Party dei Grammy Awards. Clive la scoprì negli anni Ottanta in un night club. E fu una scoperta “sensazionale”. La Regina del Pop, “The Voice” per le caratteristiche uniche della sua voce, soprannome datole da Oprah Winfrey. Ma anche il Corpo della Musica, quello splendido di “The Bodyguard”, il film che ne ha incastonato la carriera prima che la depressione e la droga distruggessero ciò che di bello ci ha regalato. 170 milioni di dischi venduti, una vita da diva diventata un inferno. E di record ne aveva frantumati troppi: ha dominato le classifiche mondiali, in particolar modo la Billboard Hot 100, nella quale ha piazzato sette singoli consecutivi alla numero uno,[4] battendo il record di cinque appartenente a Diana Ross & The Supremes ed ai Beatles; è la quarta donna per numero di vendite negli Stati Uniti, con circa 55 milioni di dischi certificati dalla RIAA; nel 2008 il Guinness dei Primati l’ha dichiarata l’artista più premiata e popolare al mondo.L’artista ha vinto 6 Grammy Awards e detiene il record per numero di American Music Awards, avendone ricevuti 22 in tutto.Tra la fine degli anni ottanta e l’inizio dei novanta l’incredibile ascesa e quel punto altissimo e ineguagliblile che, forse, è stato pure l’inizio di un inesorabile declino. Dopo aver scritto l’inno delle Olimpiadi di Seul 1988, nel 1992, debutta al cinema, con il film “La guardia del corpo”, coprotagonista con Kevin Costner. Il brano portante della colonna sonora, I Will Always Love You, cover di un pezzo di Dolly Parton, ottiene un ineguagliato successo planetario. La colonna sonora del film diventa la più venduta di tutti i tempi, con 42 milioni di copie in tutto il mondo. Il ritratto della “brava ragazza” si sgretolò poi in fretta, lasciando spazio a voci sempre più incontrollate: bulimia, anoressia, droghe, depressione, il crak finanziario, le numerose cause giudiziare che la portarono sul lastrico. Troppo raffinata quella voce, troppo fragile, che lei stessa non seppe preservare … se ne va con lei un pezzo di storia musicale mondiale, che almeno in quelle note, resterà per sempre nei nostri cuori.



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