L’ho amata e ammirata ne “la stanza del figlio” di Nanni Moretti. Da allora non l’ho più persa di vista. E quando l’ho incontrata a Sorrento, alle ultime Giornate Professionali del Cinema, il vero problema non è stato emozionarsi dinanzi al “divo” che segui da sempre, ma il fatto che la pellicola che aveva appena girato non avesse un nome definito. Strano per un film, che spesso ha nel titolo la sua chiave di lettura principale. E così quello che fino a dicembre conoscevamo come Vi perdono, tratto dall’omonimo libro shock di Mauro Covacich, scritto con lo pseudonimo di Angela Del Fabbro, viene smentito da lei stessa, anche alle nostre telecamere. Lei è Jasmine Trinca, e Miele è il titolo del primo film che l’attrice Valeria Golino ha firmato come regista. La storia, il dramma, nelle sale dal primo maggio (distribuito dalla Lucky Red), si concentra sul delicato tema dell’eutanasia.
“All’inizio pensavo che avrei potuto interpretare io il ruolo della protagonista, Miele. Poi ho capito che doveva essere una giovane ragazza, così ho scelto Jasmine Trinca, affiancata da Carlo Cecchi“, ha dichiarato l’esordiente signora Golino, attuale compagna del collega Riccardo Scamarcio, entrambi raggianti alla prima per gli addetti ai lavori nella splendida cornice della Costiera.
Il primo ciak era stato battuto nell’aprile dello scorso anno a Tijuana, in Messico, luogo dove si sono svolte le riprese prima di spostarsi, due settimane dopo, a Roma. La storia è quella di Irene, una trentaduenne come tante, che vive da sola e ha delle storie occasionali. Da tre anni ha deciso di dedicare la propria vita a persone in cerca di aiuto, assistendole e alleviandone le sofferenze anche quando arrivano a decisioni estreme: per questo il suo nome in codice è Miele. Un giorno, però, si trova a fare in conti con Grimaldi e il suo male invisibile…
A Sorrento non ho di certo incrociato la timidissima “attrice quasi per caso” Jasmine (Non avevo mai pensato di fare l’attrice poi, nel mio liceo, sono venuti a cercare una ragazza per interpretare la parte di Irene, la figlia di Moretti ne La stanza del figlio. Era già successo che cercassero degli attori ma io non mi ero neppure avvicinata proprio perché ero timidissima e mi vergognavo. Però, in questo caso, era diverso. Volevo conoscere Nanni Moretti, perché ero curiosa di lui e lo avevo sempre ammirato), ma un’attrice, ora anche madre, matura, saggia e innocente. Sguardo tenero e insieme furbo.
Per Jasmine il lavoro è una cosa seria. E così nei pochi minuti concessi alla stampa locale, ci siamo soffermati a parlare del rapporto con una collega che stavolta è stata al di là della macchina da presa, appunto Valeria Golino. “Mi sono completamente affidata a lei. Ma più che una maestra, è stata una sorella maggiore”. E sulla delicata tematica affrontata, l’eutanasia e la “dolce morte”. “Non si è voluto imporre a nessuno una verità. Non c’è per tematiche del genere un giusto e uno sbagliato. Non si tratta affatto di un film sociologico”.
Normal
0
14
false
false
false
IT
X-NONE
X-NONE
E proprio le emozioni che tirerà fuori il film saranno protagoniste al prossimo Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard dove Miele è in concorso. Già un successo, per una regista “debuttante”e una attrice “quasi per caso”.


Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.