Di Biagio Verdicchio
Il mare racconta romantiche storie … il mare racconta tragiche storie … il mare è forse l’essenza stessa della vita, delle sue alterne vicende, delle sue peripezie … Il mare ci ha regalato in questi ultimi mesi storie intense, come quelle del rapimento dei marittimi della Savina Caylin e della Rosalia D’Amato per fortuna conclusesi con la liberazione degli ostaggi, per mesi nelle mani di famelici pirati somali. Il mare ci regala oggi le immagini allucinanti del gigante “buono” Costa Concordia diventato in un attimo orco cattivo. Così, in una frazione di secondo la leggerezza di una vacanza, di una settimana o forse più di relax assoluto si tramuta in un incubo che difficilmente si cancellerà dagli occhi e dalla mente di quei passeggeri, gente comune diventata per una sera, e in queste ore naufraghi di una fiction, che di finzione ha ahinoi, troppo poco … I numeri parlano chiaro: Costa Concordia, 114.500 tonnellate di stazza e 1.500 cabine in grado di accogliere sino a 3.780 passeggeri, è una delle navi più grandi della flotta Costa Crociere, compagnia numero uno in Europa. Le dimensioni, 290,2 metri di lunghezza per 35,5 metri di larghezza, sono infatti da “gigante del mare”. E ora quella immagine, della bestia del mare adagiata su se stessa, fa male … Fa male per i misteri che ancora chiude in sè, e che dovranno essere dimostrati, svelati. Una cena di gala da consumare, uno spettacolo teatrale da mettere in scena … una borsa da riporre nell’armadio, una doccia calda da fare, appunti di una vacanza da programmare … Storie, storie che in ogni città galleggiante si ripetono sempre, ma che ieri, chissà perchè, sono state interrotte. Il mare piange ancora i suoi morti. Perchè al di là delle supposizione, degli interrogatori, delle indagini e dei capi d’accusa, il mare piange tre vittime innocenti, figlie di una storia che doveva essere diversa. Quel tuffo nelle acque gelide dell’isola di Giglio non erano previste … Avrebbero sognato ben altri tuffi i due turisti francesci … nella piscina climatizzata, nella vasca idromassaggio … non nelle fredde e scure acque del Mar Tirreno. Il mare racconta le storie dei dispersi, di chi pensa che difficilmente sopravviveranno, di chi azzarda, che siano marinai addetti ai compiti piu umili, relegati nel fondo del gigante, un ventre che inghiotte, che non fa respirare, forse da ieri mai più. Ne ho parlato ieri con alcuni amici che navigano, uno di essi fa il macchinista ed è in quel ventre che lavora. Mi dice scuotendo la testa che se il numero dei dispersi è ancora fermo a 35/40 è perchè è lì dentro che sono “rinchiusi”. Il mare racconta la storia di una solidarietà senza pari, quelli degli abitanti dell’Isola del Giglio, che in una osla notta triplica il numero dei suoi “abitanti” sul porto si riverano 4000 esseri umani di ogni razza e ceto infreddoliti e impauriti. Non bastano le coperte, ed ecco naufraghi inddossare i paramenti sacri della chiesa del porto. Storie che ricordano gesti di cristiano sacrificio e umanità.Il mare ci racconta tutte queste storie, molte di esse le abbiamo vissute ieri … ma che non vorremmo raccontare più … per dilettarci ancora con racconti più lerggeri, fatti di sole, vacanza, relax divertimento e sicurezza …



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