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di Biagio Verdicchio

Pubblichiamo sul nostro sito l’intervista alla speaker di radio Kiss Kiss, Ida Di Martino, gustosa intervista apparsa sul numero di febbraio-marzo di Sommariamente.

“Se ci mettiamo a parlare in una stanza buia, le parole assumono improvvisamente nuovi significati; così tutte le qualità che la pagina stampata ha sottratto al linguaggio ritornano nel buio della radio”.Così si esprimeva Marshall McLuhan, il sociologo canadese, famoso per le sue analisi dei media. E sotto il segno della radio e del suo straordinario ed universale linguaggio che è nata questa bella intervista ad Ida di Martino, la speaker radiofonica di Kiss Kiss Italia, dal lunedì al venerdì on air con il “treno delle 8” e il sabato con “il treno del sabato”, pronta a dare la sveglia a migliaia di ascoltatori. Campana di Cava de’ Tirreni, una laurea in lingue e letterature straniere conseguita all’Orientale di Napoli, Ida si racconta a “Sommariamente”: curiosa, sognatrice, tante passioni, dal cinema ai gatti, passando per il Napoli. Ma soprattutto la radio, lo strumento che le permette, tra una canzone e un’altra, di incontrare ogni giorno tanti amici del mondo della musica, dello spettacolo, dello sport e della politica, che si raccontano poi ai suoi microfoni. E proprio Ida ci lascia – tra gli altri – un ricordo tenero e d affettuoso del grande maestro Lucio Dalla. Alla radio, la sua musica risuonerà sempre…

Ida, grazie innanzitutto per dedicarci un po’ del tuo tempo e raccontarti ai nostri lettori. Ritorniamo a quella frase di Marshall McLuhan?
La radio parla alla nostra mente con una lingua diversa rispetto agli altri media, è un altro mondo, affascinante, intorno al quale si muove un’invisibile vitalità. E come diceva Marshall McLuhan: “ la radio tocca tutti intimamente e personalmente, il suo aspetto più immediato è un’esperienza privata”.

Da una laurea in Lingue e Letterature straniere moderne alla radio. Ci racconti questo passo?
E’ avvenuto tutto per caso. Mi fu chiesto di fare un provino per una radio locale ( Radio Cava Centrale). Avevano notato la mia voce. Ti dirò, l’idea non mi entusiasmava per nulla, ero presa dai miei impegni universitari. Accettai di fare il test, ma….udite udite, non fui presa. Dopo un anno, ci riprovarono e le cose andarono diversamente. Mi sono laureata e nel contempo ho continuato a fare radio fino a ritrovarmi oggi a Kiss Kiss Italia.

Viaggi, cinema, gli animali (i gatti in particolare), la letteratura: il mondo di Ida Di Martino è straordinariamente variegato. A quali di questi mondi ti senti in qualche modo più legata?
Sono così diversi l’uno dall’altro: tutti contribuiscono a soddisfare quella voglia di conoscenza, quella curiosità che mi porto dietro da bambina. La letteratura mi fa viaggiare con la mente, superare quegli orizzonti che a volte non vediamo nella realtà. il cinema è la mia grande passione. Guardare un film in una sala al buio, interrotto solo da quel fascio di luce blu è per me una sensazione incredibile. Tant’è che preferisco andarci da sola. Non mi piace essere distratta durante la proiezione. Capitolo a parte i gatti. Trovo che siano creature magiche, di una bellezza divina e di una sensibilità sottovalutata da chi pensa che i felini siano animali infedeli e scostanti . Io ne ho uno, Romeo, è il mio adorato pupazzo di peluche. Sa sempre quando è il momento di farmi le coccole. E’ il mio angelo.

Un’anima “british”, un cuore napoletano. Tutto questo come si “mescola” in quel che fai?
E beh, bella domanda. non è facile tenere insieme razionalità, self control e il cuore vulcanico che mi domina e che lascio prevalere molto spesso. L’equilibrio arriva dalle varie situazioni in cui mi trovo, dalle persone….e poi mi aiuta molto vivere a Napoli, una città con tante anime alle quali devi adattarti o ribellarti in continuazione. La passione, però, finisce sempre col prendere il sopravvento e la cosa non mi dispiace.

“Amo la radio perché arriva dalla gente” canta Eugenio Finardi. Ida ama la radio perché?
Esattamente per lo stesso motivo di cui canta Finardi. E aggiungo che arriva alla gente, dritta al cuore della gente. Oltre a fare la radio, sono anche un’ascoltatrice. Il potere della voce è immenso. chi sa usarla può arrivare ovunque e trasmettere qualsiasi messaggio, offrire spunti di riflessione anche con leggerezza. E non c’è soddisfazione più bella quando ciò accade.

Dal 1999 lavori a Radio Kiss Kiss, attualmente sei alla guida de “Il Treno delle 8”, in una fascia oraria, quella del mattino, che vede sintonizzato il maggior numero di ascoltatori. Che emozione ti fa “svegliare” i radioascoltatori, accompagnarli a scuola, in ufficio, a lavoro?
Beh tanta! Ma c’è anche molta responsabilità. Sai bene quanto sia importante cominciare bene la giornata. Ecco, io sento molto tutto questo. Una parola, una notizia o un commento sbagliato nel momento sbagliato possono alterare l’umore di chi ascolta o infastidirlo. Organizzare la mattinata, diventa davvero stimolante.

Tanti i personaggi della politica, della cultura, del costume, dello sport che si raccontano ai tuoi microfoni: ci regaleresti qualche curioso aneddoto?
Beh, visto che se n’è parlato di recente, purtroppo, Lucio Dalla mi ha regalato belle emozioni. L’ho incontrato varie volte sempre di corsa. Due anni fa è stato mio ospite in studio. Era a Napoli per concerti e dormiva in barca, ancorata a Castellammare di Stabia. Quando l’ho chiamato per invitarlo, ero preparata ad un suo no. E, invece, mi disse che era contento di venire. Non ti dico quanto ci divertimmo. Non perdeva occasione per elogiare la lingua napoletana, la città. La nostra chiacchierata durò più di un’ora e ricordo che ci parlavamo come se fossimo stati vecchi amici. Si sentiva perfettamente a suo agio. Ad un certo punto, si presentò il suo avvocato Eugenio D’Andrea con i suoi bambini. Chiamammo Vincenzo Salemme. E venne fuori un siparietto indimenticabile. Mi ha lasciato tanto: la sua umanità, la sua immensa semplicità, l’ironia, la generosità.

Quale il personaggio che ti ha colpito di più, che in qualche modo ti ha –perché no – anche sorpreso?
Tanti mi hanno colpito, per un motivo o per un altro. Per esempio Nanni Moretti. Dovevamo sentirci per un’intervista su Caos calmo, il film tratto dal romanzo di Sandro Veronesi. Mi chiamò in redazione e non mi aspettavo di ritrovarmi a parlare con un uomo quasi intimidito. Pensavo fosse antipatico o troppo sicuro di sé così come molte volte appare e, invece, no. E poi come non ricordarsi del mitico Andrea Camilleri, così rassicurante con quel suo vocione e il suo ritmo cadenzato. Appare così sornione ma è un vero vulcano

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«Il mio cuore squacquarea per te !!! » potrebbe essere una dichiarazione d’affetto, e non nascondiamo di fartela, invece è il titolo di un libro di Walter De Maggio, tuo collega a Radio Kiss Kiss, a cui hai collaborato: ci racconti quell’esperienza?
Divertente, decisamente. E anche impegnativa. Erano gli anni più bui del Napoli. L’arrivo di De Laurentiis portò in città una buona dose di entusiasmo. I tifosi cominciarono a riprendersi e tutta la loro carica veniva fuori dagli sms che inviavano in redazione. Leggendoli, arrivò l’idea di metterli insieme e farne così un libro. La scelta fu piuttosto ardua, dovetti esaminare circa 150 mila messaggi archiviati. Ma quanto mi divertivo. La genialità dei napoletani non aveva e non ha confine. E così confezionammo Il mio cuore squacquarea per te. Credo sia stata la prima pubblicazione del genere in Italia. D’altronde, quale squadra vanta una tifoseria così creativa?

Quella dichiarazione d’amore fatta per il Napoli Calcio non può che spingerci a chiedere la Ida tifosa,com’è?
Poco femminile ah ah ah….mi spiego. Seguo il calcio da ragazzina, andavo allo stadio con bandiera, sciarpa, bandana. Ora lo frequento poco, non mi piace il clima di tensione che si crea quando arrivano tifosi avversari. Guardo le partite a casa, ma esulto o mi arrabbio ( e qui mi autocensuro) proprio come se fossi allo stadio. Romeo, il mio gatto, deve stare con me. Ormai è un portafortuna, ma ogni volta che il Napoli segna scappa impaurito. E mi fa tanto ridere. Comunque vivo il calcio con molta passione.

Grazie di cuore Ida, e ancora mille di questi viaggi alla guida del tuo “treno” …

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