Nonostante Luca Abete e lo staff di Striscia la notizia (ma c’erano anche le telecamere della Rai), che stamattina – notizia poi caldeggiata da molte testate on line e postata sui maggiori social network – si sono visti aggirare presso le stazioni Circumvesuviana di Vico Equense e di Sorrento, a intervistare viaggiatori, pendolari e personale in merito alla difficile situazione che sta vivendo l’azienda i cui effetti si stanno abbattendo come una scure sugli utenti, l’agonia Circumvesuviana continua a far notizia. Soprattutto quando, spente le telecamere dei media nazionali, ritornano le soppressioni, le agitazioni, il caos che coinvolgono come sempre gli ignari utenti. Il bollettino anche oggi, è drammatico. Mentre su facebook volavano, attorno alle 18.00, rassicuranti notizie sulla presenza a Porta Nolana di oltre sette convogli, facendo gridare al miracolo (resurrezione dei treni!), a Sorrento, dopo le 19.00 non c’era traccia di alcun vagone, difatti dopo quello delle sette, il primo treno dalla Costiera a Napoli è partito solo – si fa per dire – alle 20.07. Un’ora di attesa sulla banchina tra malumori e contestazioni. In questa ennesima settimana di passione, non solo perchè questi sono i giorni che ci portano alla Pasqua, si susseguono comunque le iniziative di protesta degli utenti. La prossima, è del gruppo “No al taglio dei treni della Circumvesuviana“, gruppo nato sul web che sul social network facebook conta oltre 2400 membri. Una mobilitazione attesa per giovedì 5 aprile alle ore 10.00 presso la stazione di Porta Nolana. Nel comunicato, fatto affiggere già in numerose stazioni della rete, si legge: “La situazione che si è venuta a creare in questi giorni è la fotografia di una realtà non più sostenibile, sono in pericolo i nostri DIRITTI…alla MOBILITA’, al LAVORO, allo SVILUPPO e alla CRESCITA. La VESUVIANA, un Patrimonio di storia e professionalità, che per anni ha rappresentato l’eccellenza del trasporto pubblico rischia la chiusura, non possiamo rimanere immobili dobbiamo fare qualcosa per salvare la NOSTRA ferrovia. Giovedì 5 aprile manifestiamo il nostro calvario con la speranza di scuotere chi istituzionalmente è preposto a dare una soluzione a questo problema. Insieme possiamo farcela, dedica un’ora per difendere i tuoi Diritti, il tuo Futuro“. Notizie non rassicuranti sull’esito della vicenda non arrivano neppure dal coordinamento del sindacato Orsa, che evidenziano come la scorsa settimana c’è stata una soppressione media di ben cento corse giornaliere. Su una flotta che è di oltre 142 elettrotreni, erano in viaggio 38 mezzi. “Stamattina alle 11, grazie al fatto che nel week end da orario ci sono meno corse – spiegano dall’Orsa – hanno potuto garantire un certo recupero di manutenzione“. Il problema, dicono quelli dell’Orsa, “è di natura esclusivamente finanziaria, in quanto i fornitori non sono stati pagati e di conseguenza hanno bloccato ulteriori forniture di pezzi di ricambio; costringendo l’azienda a parcheggiare decine di treni nelle officine, nei piazzali di sosta e lungo le stazioni“. Lo stesso sindacato, infine vede ancora buio in fondo al tunnel: “la soluzione è lungi da venire e verosimilmente ci vorranno ancora una o due settimane per poter avviare questo processo“.


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