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Peppe Servillo e i Solis String Quartet - Piano di Sorrento, 9 marzo 2012

di Francesca Arpino, Annalisa Russo ,Biagio Verdicchio

“Spassiunatamente”: serenamente, in modo imparziale, obiettivo. E’ questo il tipo di omaggio che Peppe Servillo e il Solis String Quartet fanno alla canzone napoletana, senza artifizi, con istinto e sentimento, interpretando classici che vanno da Raffaele Viviani ad E.A. Mario fino a Renato Carosone, come tributo a una tradizione che continua. E dopo il concerto al Belvedere di Villa Rufolo nell’ ambito del Ravello Festival, “Spassiunatamente” è  approdato, lo scorso 9 marzo, a Piano di Sorrento, in un Teatro Delle Rose gremito. Una serata dove alla musica si è unita la solidarietà e la beneficenza. L’evento, promosso e organizzato dall’Associazione Culturale-Musicale Eta Beta (il presidente, Franco Maresca, ha annunciato che quest’anno una delle due serate della prossima edizione estiva di Progetti d’Autore, giunta alla quarta edizione, sarà dedicata al movimento musicale napoletano degli anni 70, il cosiddetto Naple’s Power), con il patrocinio della Città di Piano di Sorrento (presente il Presidente del Consiglio Comunale, Dott. Luigi Maresca), in collaborazione con il Marianiello Jazz Caffè, la locale sede dell’Ascom, l’Hotel Cristina di Sorrento, è stato un’occasione importante per sostenere le attività della cooperativa sociale “Il Pellicano”. L’associazione di volontari che dal 1981 è guidata da Giuseppe Staiano, presente anche lui in prima fila, impegnata quotidianamente e gratuitamente nell’importante gestione del servizio di tele-soccorso e assistenza domiciliare ad anziani e malati bisognosi. Il presidente ha ricordato come quel sogno nato oltre 30 anni orsono, vive ancora oggi. Il presidente ha anche ricordato il socio speciale di Eta Beta, una colonna portante de “Il Pellicano”, Salvatore Iaccarino, scomparso troppo in fretta, pochi mesi fa. Protagonista assoluta è stata la musica napoletana, riproposta con l’inconfondibile stile di Peppe Servillo, una voce che affascina, e i ricami sonori del Solis String Quartet, ensemble avvezzo a spogliare dagli orpelli i capolavori della scuola napoletana, con la magia dei loro archi. Non è la prima volta che Servillo e i Solis incontrano la canzone napoletana. Per la storica voce degli Avion Travel si tratta di una conferma dopo anni di studio, ricerca, perfezionamento, per i napoletani Solis (Vincenzo Di Donna e Luigi De Maio ai violini, Gerardo Morrone alla viola, Antonio Di Francia al violoncello) si tratta di una nuova sfida, dopo aver accompagnata sia la cantante israeliana Noa (e con lei ed Eugenio Finardi, erano all’ultimo Sanremo)e che la portoghese Teresa Salgueiro nel loro avvicinamento alla tradizione partenopea. Presentando il progetto musicale Peppe Servillo ribadiva che «il titolo dello spettacolo è un modo di dire nostro, prescinde da tutto. È un modo per dire che cerchiamo per noi una cosa assai importante, la canzone napoletana, in punta di piedi, con l’ istinto e il sentimento». E con quell’istinto, quella teatralità, quella leggerezza si è passati da “‘ A serenata ‘ e Pullecenella”, a “Maruzzella”, da “Munastero ‘ e Santa Chiara”, che ha aperto il concerto a “Era de maggio”, fino a “Guapparia” e al finale, tenero e vibrante, con “O’ surdat nnammurato”». Sui Solis String Quartet, gruppo nato nel 1991 e che in soli 21 anni hanno avuto già modo di collaborare con artisti del calibro di Elisa, Gianna Nannini, Marco Mengoni, Carlo Fava, Richard Galliano, lo stesso Servillo ha più volte sottolineato: «Sono protagonisti con me del progetto, che è nato per caso, dicendoci che sono quelle cose che, come recita il titolo, se ci pensi troppo non riesci mai a fare». Ed è proprio quell’amore per la tradizione musicale napoletana, che riletta da Peppe Servillo e dai Solis, chesi è respirato lo scorso venerdì sera. Come diceva Eduardo: la tradizione è vita che continua. E al Delle Rose, c’era vita pulsante.

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