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Di Valentina Camata

(Pordenone) – Tutta Pordenone si è riunita in piazza XX Settembre lo 20 scorso agosto, per festeggiare il “suo” campione olimpico, Daniele Molmenti,  medaglia d’oro alle ultime Olimpiadi di Londra nella specialità della canoa slalom K1. Questa cerimonia ufficiale (c’era stata una prima festa a Torre di Pordenone il giorno della vittoria e del suo 28° compleanno, il primo agosto 2012, a cui aveva partecipato tutta la popolazione della località, dove da sempre vive Daniele e che è sempre stata grande sostenitrice dell’atleta) è stata organizzata per onorare Daniele, ma non solo: sul palco della piazza, dopo la classica “carrellata” di politici, sono saliti anche altri giovanissimi atleti pordenonesi di varie discipline. L’atmosfera era carica di allegria, soprattutto perché in un’Italia che sembra dare importanza solo al calcio, un calcio che negli ultimi mesi si è dimostrato malato e corrotto, questa serata ha avuto lo scopo di mettere invece in luce sport cosiddetti “minori”, di cui non si parla tutti i giorni nei giornali e i cui atleti non percepiscono stipendi milionari e non sono al centro di gossip, ma che sanno far battere ugualmente il cuore; le emozioni trasmesse durante la gara della vittoria, lo sforzo fisico e mentale e il duro allenamento per anni in giro per il mondo, perché in Italia non ci sono strutture adatte, la semplicità e l’umiltà, queste cose fanno di Daniele un vero campione! Ma c’è  di più. Chi vi scrive conosce Daniele fin da piccola perché ha frequentato le scuole con mia sorella: mi ricordo che veniva spesso a trovare mia sorella e me a casa nostra con il suo carlino e aveva sempre il sorriso stampato sulla faccia, era sempre allegro e pronto a fare battute divertenti, non negava mai il saluto a nessuno; è stato anche il primo ragazzo a farmi un regalino, una collanina con un ciondolo a forma di delfino, me lo ricordo ancora. Negli ultimi anni non l’ho visto molto, proprio perché si allenava all’estero: nonostante questo e nonostante la palese stanchezza e lo smarrimento dato dalla frenesia dopo aver firmato centinaia di autografi e fatto foto con tantissimi fans per più di un’ora, la sera della festa in piazza a Pordenone, siccome ci tenevo a salutarlo e a congratularmi con lui, sono riuscita a catturare la sua attenzione, mi ha riconosciuta e ha chiesto lui a me come stavo! Questo è Daniele: una persona speciale, semplice e umile, carica di passione, che non si è montata la testa dopo i successi (ha vinto praticamente tutte le gare a livello nazionale, europeo e mondiale nella sua specialità). È stato bello vedere che non è cambiato per niente da quando da piccoli veniva a casa mia.

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