Neri per caso a Sorrento… quando la musica scalda i cuori.
Sorrento 23 dicembre, ore venti e venti. In piazza Tasso solo poche persone. Ma il palco è lì, imponente, pronto, con sei microfoni supportati dalle aste, ben allineate fra loro. Ma quando arrivano? Ma canteranno? Come mai così poca gente? Colpa della poca pubblicità? Bisbigli, passanti distratti che lanciano qualche sguardo, giovani e meno giovani fermi in attesa, qualcuno fra loro si sfrega le mani, si chiude il cappotto, saltella sul posto e si sistema il cappello, cercando di ripararsi come può dal freddo pungente. Ma il disagio provato a causa di mani e piedi sempre più gelati viene in attimo compensato…. Eccoli! Fanno il loro ingresso sul palco… i Neri per Caso! Un gruppo con vent’anni di carriera che continua ad affascinare chi con le canzoni di quei sei ragazzi di Salerno (Mario, Diego, Mimì, Ciro, Gonzalo, Massimo) ci è cresciuto e le ha viste diventare lo sfondo indelebile di esperienze e momenti particolarmente significativi della sua vita. Ma non mancano al tempo stesso, in mezzo al pubblico, anche i giovanissimi, i bambini, gli anziani… e in attimo basta voltarsi per rendersi conto che la piazza dapprima semivuota, ormai è gremita di persone. E’bastato accennare la prima canzone per richiamare attorno al palco una folla immensa, di volti sorridenti e felici di poter assistere ad un concerto che più che un esibizione di qualche irraggiungibile divo della musica appare come un allegro e spensierato ritrovarsi tra amici. Mario con la sua simpatica coppola in testa, prende subito la parola e coinvolge la folla di spettatori davanti a lui incitandoli a scatenarsi con battiti di mani, di piedi e cori da stadio. E poi un susseguirsi di canzoni una più bella dell’altra… I so pazz del grandissimo Pino Daniele, Englishman in New York dell’ inossidabile Sting, Vieni via con me di Paolo Conte, canzoni dal ritmo latino come La vida es un Carnaval, accompagnate da qualche passo di danza, ma anche le Ragazze un successo sempreverde con il quale hanno calcato il palcoscenico di Sanremo, un altro motivo orecchiabile e piacevole come Sentimento-Pentimento e molte altre bellissime melodie. Canzoni eseguite con il loro inconfondibile stile a cappella, cioè senza l’utilizzo di strumenti musicali ma solo con l’ausilio della propria voce. E io non posso fare a meno di notare la semplicità e l’allegria di questo gruppo che ha lasciato una piccola impronta nel panorama musicale nazionale e non solo, ma che riesce comunque a rimanere con i piedi per terra e a non dimenticarsi da dove è venuto… come ci spiega lo stesso Mario durante una piccola intervista: “Anche se la nostra vita è fondamentalmente cambiata da quando abbiamo calcato il palcoscenico di Sanremo, posso affermare che a parte i momenti in cui ci esibiamo, per il resto abbiamo uno stile di vita abbastanza semplice.” Poi, gli chiediamo se c’è una canzone alla quale si sentono particolarmente legati, ma sono così tante e tutte così significative che questa domanda mette un po’ in difficoltà il nostro Mario che non saprebbe proprio quale scegliere fra le tante….”Ce ne sono molte e non solo nostre ma anche di altri artisti. Forse con le Ragazze il legame affettivo che abbiamo è un po’ più forte.” Suppongo perché sia stato il successo che li ha portati a Sanremo, il trampolino di lancio per la popolarità. Intanto, mentre prosegue la nostra chiacchierata, altri membri del gruppo attorno a noi, si prestano cordialmente a firmare autografi e a farsi immortalare in un foto ricordo che qualche piccolo o grande fan, appenderà nella sua stanza o metterà sulla sua bacheca in facebook. Qualche altra curiosità per allietarci prima di riprendere ognuno la propria strada… Ci domandiamo come mai non ci sia una presenza femminile nel gruppo: “No decisamente non potrebbe esserci.” Ci risponde con convinzione. “Se ci fosse una donna nel gruppo probabilmente ci saremmo già sciolti. Perché forse, avere una presenza femminile, potrebbe comportare qualche difficoltà, suscitando competizione fra noi… meglio rimanere fra soli uomini. L’intesa che dal primo momento si è creata è fondamentale, infatti, nasciamo prima come amici e poi ci siamo formati come gruppo musicale, anzi fra noi ci sono fratelli e cugini io e Massimo siamo gli unici a non avere legami di parentela…” E il vostro nome così particolare?: “Bé neri non solo perché vestivamo spesso di nero, ma anche per la nostra musica che si richiama a quella black, soul, insomma ha una derivazione decisamente afro…” “E infine cosa consigliereste ad un ragazzo che intende intraprendere la vostra professione?”: “Mah! Bisognerebbe consigliare un sacco di cose…ma in primis mi sentirei di dirgli di non rincorrere subito i grandi successi, ma di pensare solo a fare bene il proprio lavoro.”
Alla fine ci salutiamo augurandoci un Buon Natale con le ultime perle di Mario: “Quest’anno siccome si vocifera che c’è aria di crisi… non spendete troppo facendo regali molto costosi, a volte basta un semplice biglietto!” Decisamente un buon consiglio…. grazie Mario. Grazie a tutti i neri per caso per il momento indimenticabile che abbiamo trascorso in vostra compagnia, per il calore e l’allegria che la vostra presenza, la vostra voce, la vostra musica, hanno saputo trasmetterci, in modo così naturale, nonostante il freddo di questa serata di dicembre.
Fara C.




