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La mostra fotografica “Portami in Africa” di Umberto Astarita, inaugurata sabato 16 giugno allo sQuare cafè di Piazza Angelina Lauro, dove resterà esposta per un mese, ha un valore non legato soltanto al grande livello artistico delle immagini, ma anche allo scopo di solidarietà, attraverso la vendita delle foto e dei calendari, a favore delle popolazioni dei paesi del Senegal, dove il fotografo sorrentino, nell’ambito di un’associazione no-profit, si reca per attività di beneficenza e promozione di adozioni a distanza. La mostra è stata organizzata in collaborazione dal bar-libreria sQuare e da Carlo Alfaro e Marianna Scarpato del gruppo culturale il Caffè delle Muse. Durante la serata inaugurale, il pubblico si è soffermato ad osservare le immagini che portano direttamente nel cuore, nei colori e nell’essenza del popolo africano, ha ascoltato il conduttore dell’evento Carlo Alfaro, che ha parlato del valore del volontariato “che muove il mondo”, Adele Paturzo, che ha spiegato il ruolo delle organizzazioni non governative negli Stati del Terzo mondo devastati da carestie, malattie e guerre, Claudio Celentano, che ha portato la sua testimonianza sui problemi e i bisogni delle popolazioni africane che ha visitato nei suoi viaggi, e guardato il reportage del viaggio fatto con loro di Lino Esposito di TheCinematographer Lino Esposito Videoproduzioni. “Non a caso- dicono gli organizzatori, Carlo e Marianna – abbiamo scelto come giorno dell’inaugurazione il 16 giugno, perché è il giorno in cui si celebra in tutto il mondo la ‘Giornata del bambino africano’, per ricordare la data in cui, nel 1976, in Sud Africa, a Soweto (township di Johannesburg) migliaia di studenti e docenti uscirono dalle scuole e si riunirono per protestare pacificamente per la scarsa qualità dell’educazione scolastica impartita ai neri sotto il regime dell’apartheid e contro l’obbligo d’imparare l’afrikaans, la lingua degli oppressori. La polizia armata rispose con la forza e al termine degli scontri, che durarono per i successivi dieci giorni, furono uccise circa 500 persone (anche molti bambini e adolescenti) e ci furono più di 1.000 feriti. Le proteste continuarono anche nel 1977, fino a che il 26 giugno di quell’anno, il governo revocò l’insegnamento dell’afrikaans, primo importante passo verso l’abolizione della segregazione razziale in Sudafrica, che venne ufficializzata nel 1991. Da allora l’Organizzazione dell’Unità Africana ha proclamato il 16 giugno come giorno del ricordo delle vittime della marcia di Soweto, emblema del coraggio e della lotta per i diritti di tutti i bimbi oppressi del Continente. Ricordiamo che tuttora in Africa 12 mila bambini muoiono ogni giorno a causa di malattie facilmente prevenibili”. “Quale migliore supporto delle immagini alle battaglie sociali”, conclude il dottor Carlo Alfaro, “visto che studi clinici dimostrano che il nostro cervello memorizza le parole associandole alle immagini, e foto come queste restano impresse più di mille parole”.

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