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 20150711_193123 (Copia)VICO EQUENSE – Come tutte le cose belle hanno una fine anche questa V edizione del Social World Film Festival si conclude, un’edizione che per qualità organizzativa, ospiti di rilievo e forte riscontro di pubblico, ha sancito un grande successo e raggiunto gli obiettivi prefissati. Lo staff organizzativo a partire dall’ideatore nonché direttore artistico Giuseppe Alessio Nuzzo, ha messo in piedi una potente macchina gestendo al meglio ogni settore, dalla stampa condotta con professionalità da Gianluigi Cioffi e Carla Panico, al settore Giuria di Qualità presieduta quest’anno dal regista Stefano Incerti che, intervenuto all’ultima riunione con la stampa, ha illustrato i film presenti al concorso e il lavoro eseguito dalla giuria suddivisa in generi; giuria di qualità, critica, giovani e lungometraggi, ragazzi e cortometraggi, documentari. In sala presente anche il conduttore di Rai Movie Livio Beshir che si è occupato dell’assegnazione del premio della critica contribuendo a sottolineare alcune tematiche importanti proposte al festival.

Sulla Terrazza Cucinotta adibita nell’elegante Hotel Sporting di Vico Equense, sulla costa a picco sul mare dove gli ospiti hanno potuto godere dello splendido panorama mozzafiato sul Golfo di Napoli, è arrivata la grande parata finale delle star ospiti; l’attore Renato Scarpa, interprete di numerosi film e altrettanto indimenticabili ruoli, lo ricordiamo nelle commedie di Luciano De Crescenzo “Così parlò Bellavista” e “Il mistero di Bellavista”, oppure in vecchi lavori di nicchia come “Suspiria” di Dario Argento nel ruolo del dottor Verdegast, o ancora “Nel nome del padre” di Marco Bellocchio, i ruoli comici di Robertino in “Ricomincio da tre” di Massimo Troisi, o in “Un saccobello” di Carlo Verdone, fino ad arrivare al recente “Habemus Papam” e “Mia madre” di Nanni Moretti. Cordiale e con voce pacata si presta ad una nostra breve intervista:

Caro Renato, tra i tanti film a cui hai preso parte, qual è stato il personaggio che sei stato fiero di interpretare?

Il personaggio che ha segnato la mia vita è stato lo scemo del villaggio, l’ho fatto con Beppe Sina, una fiction televisiva di anni fa, prima di fare i film con De Crescenzo, e tratto dal libro di Sergio Saviane “I misteri di Alleghe”.

Qual è stato finora il ruolo che ti è calzato più a pennello?

Il ruolo dell’ingenuo credo mi calzi meglio, lo preferisco ai tanti che ho interpretato.

Quali sono stati gli incontri fino ad ora nel tuo percorso che ti hanno formato?

Ho avuto oltretutto tanti incontri nellla mia carriera, prima di tutto in teatro con Beppe Menegatti, marito di Carla Fracci, mi ha fatto fare il primo ruolo importante, tra l’altro lui è stato anche lo scopritore di Giancarlo Giannini, un vero talent- scout! Bellocchio mi propose poi di fare “Nel nome del padre” che andò a Venezia e da lì poi come sempre ho avuto la fortuna di essermi segnalato e quindi la possibilità di dire “ci sono anch’io” ed anche poter dire alla famiglia “guardate che non ero un illuso!”.

Franco Oppini arriva elegantissimo in abito scuro, la sua inconfondibile sagoma magra, posa scherzosamente con i fotografi e si presta alle numerose interviste, ricorda i suoi successi a partire degli inizi con il gruppo dei Gatti di Vicolo Miracoli a fianco di Jerry Calà, Umberto Smaila e Ninì Salerno fino agli ultimi lavori per il teatro e la tv. Grande amante del nostro mare che definisce molto più bello dell’Adriatico dove la sua famiglia lo portava da piccolo e che solo grazie ad una gita scolastica alle medie lo ha potuto scoprire.

Fanno il loro ingresso sulla terrazza anche due giovani attrici, Laura Adriani (“I Cesaroni” e “Caravaggio” in tv) e Antonietta Bello (“Un medico in famiglia” in tv). Tra gli uomini intervengono Giulio Berruti (“Elisa di Rivombrosa” in tv) Lino Guanciale, Salvatore Striano (“Gomorra” di Mattero Garrone al cinema), Ernesto D’Argenio e sul red 

20150711_203424 (Copia)carpet Giacomo Rizzo, attore partenopeo celebre per ruoli cinematografici e teatrali, lo ricordiamo nel recente “Benvenuti al Sud”.

Grande clamore però ha suscitato l’arrivo della star più attesa della giornata, l’attrice ungherese Andrea Osvart, bellissima, solare, simpatica, ha catturato l’attenzione di fotografi e giornalisti e con la sua disponibilità si è sottoposta a tutte le interviste. Ha raccontato delle sue esperienze iniziali del suo successo in Italia che considera un paese stupendo, del suo successo avuto grazie a “Sanremo” e dei suoi ultimi lavori con la sua nuova casa di produzione in Ungheria.

La giornata si è conclusa con il Gran Galà finale, cerimonia delle premiazioni, condotto da Roberta Scardola e Yuri Napoli, che ha visto un gran numero di pubblico, dove le star sono state circondate da un bagno di folla che al loro passaggio sul red carpet acclamavano a gran voce i loro nomi per rubare un selfie o un autografo al volo.

I film premiati sono stati: per la Giuria di qualità e per la Critica “Anime nere” di Francesco Muzi, per la sezione Giovani e Lungometraggi “Mommy” di Xavier Dolan, miglior regia Zdenek Jirasky, miglior attrice Judit Bardos per “In silence”, miglior attore Antonie Olivier Pilon per “Mommy” e infine miglior sceneggiatura a Roberto Zazzara per “Transumance”. Per la sezione Ragazzi e Cortometraggi “La Smorfia”, miglior regia Javier Marco per “Casitas”, migior attrice Lucia Sardo per “La moglie del custode”, miglior attore Gianfelice Imparato per “La Smorfia”, miglior sceneggiatura Michael Pontvert per “Crossing”. Per la sezione Documentari “Emergency Exit” di Brunella Filì, per miglior regia Persiano e Vezza (“I’m festival”), ex aequo e miglior sceneggiatura a Roberto Zazzara (“Transumanza”).

Entusiasmo, calore e tematiche fondamentali come l’amicizia sono stati gli ingredienti essenziali di questo festival, che continua il suo percorso in tutta salita. Lo staff ha dichiarato che il giorno dopo già sarà al lavoro per la prossima edizione, quindi si congeda salutando tutti con un arrivederci al prossimo anno!

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