Si è tenuto sabato mattina il primo corso di aggiornamento per giornalisti nella Sala consiliare del Comune di Sorrento, alla presenza del primo cittadino, dott. Giuseppe Cuomo. Relatori il Presidente dell’ordine della Campania, Ottavio Lucarelli, il magistrato Raffaele Marino, i giornalisti Vincenzo Iurillo , Antonino Pane e Claudia Cascone. A prendere la parola e a discorrere dei new media ,del passaggio dall’analogico al digitale e quindi del processo globale ed epocale nella comunicazione, è stata la giornalista Claudia Cascone. “Oggi c’è uno stravolgimento nel modo di comunicare”, ha spiegato, “imposto dall’utenza dell’informazione che si informa avvalendosi contemporaneamente di più mezzi. L’informazione dominante, ormai, viaggia in rete ed è proprio attraverso quest’ultima che ci si informa, ma è proprio la rete ad aver portato anche problemi giuridici”. Ampio spazio è stato dato anche al Progetto Fiction ed al giornalismo strutturato. “E’ importante sapere”, ha concluso la Cascone, “che con l’avvento del digitale si sta delineando un nuovo modo di fare giornalismo”. E’ stata la volta di Vincenzo Iurillo, giornalista de “Il Fatto quotidiano” che si è soffermato sull’ambito di cui si occupa e precisamente sul giornalismo d’inchiesta. “Il giornalismo”, ha precisato Iurillo, “è diffondere ciò che qualcuno non vuole che si sappia”. Ha preso in esame poi le differenze tra il giornalismo di giudiziaria e quello d’inchiesta, il problema della qualità del giornalismo e infine il rapporto tra il giornalismo e il potere. A ribadire l’analisi e la valutazione delle fonti anche il moderatore Lucarelli, tra l’altro,per circa 20 anni giornalista politico del comune di Napoli. “L’inchiesta”, ha proseguito Iurillo, “ha bisogno di molte fonti e necessita di molto tempo e risorse e sarebbe meglio farla in team.” Punti degni di attenzione anche il narcisismo patologico di molti giornalisti e la fama negativa di un giornalista d’inchiesta. A relazionare, invece, sui rapporti tra giustizia e informazione, il procuratore Raffaele Marino. “Il giornalismo d’inchiesta è diverso dalla cronaca giudiziaria. Il giornalista ha più potere rispetto a un magistrato perché può ascoltare chi vuole e quando vuole, per es. Spesso l’inchiesta giornalistica precede quella della magistratura ma i due ambiti devono restare separati perché le finalità sono diverse. Noi assistiamo a una degenerazione del servizio pubblico perché ciò che doveva essere a servizio di tutti è a servizio di pochi. Il giornalista può incidere di più perché conosce meglio la realtà esterna a differenza del magistrato che lavora in ufficio con le carte”. Il Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha fatto riferimento, inoltre, anche ai social network. “Chi usa un social network”, ha asserito il magistrato, “rinuncia ad una fetta della propria privacy”. A dar conto, poi, delle regole a cui devono attenersi i giornalisti, il presidente Lucarelli che ha sottolineato il rispetto della verità, delle persone, delle fonti, dei colleghi, degli editori e dei lettori. A concludere il corso, il dott. Antonino Pane. “il difetto di partenza di tutte le carte dei diritti e dei doveri è che manca la parola “verità”. L’odg, secondo me”, ha detto l’ex direttore capo del Mattino, “dovrebbe più seriamente porsi il problema delle entrate, di come avviene la selezione. Oggi, ciò che conta, pare sia la firma, ma si parla poco delle responsabilità dei colleghi che son dietro le scrivanie e a cui spettano decisioni talvolta importanti. Il lavoro di redazione, spesso, non appare”. Il corso, che ha visto coinvolti molti tra giornalisti e pubblicisti, tra cui la giornalista M.L. Cocozza, rientra in quelli concernenti la formazione obbligatoria e permanente dei giornalisti ed ha consentito, agli interessati, di ottenere sei crediti formativi.


Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.