Profumo di Dolce Vita. Sorrento si veste di luci e pailettes per la prima delle Giornate Professionali di Cinema, giunte alla 35° edizione. E mentre il pupazzo gigante di Obelix accende davanti alla folla di bambini e curiosi le luci del gigantesco albero di Natale in Piazza Tasso, poco più in là, nella lounge zone l’attesa era tutta per Laura Chiatti, la nuova stella del Cinema Italiano, che insieme al regista partenopeo Pappi Corsicato, hanno presentato Il volto di un’altra, dopo la prima all’Ultimo Festival del Cinema di Roma.
Girato in Alto Adige, (ambientazione insolita per Corsicato che ha sempre prediletto la sua nativa Napoli), Il volto di un’altra narra le rocambolesche vicende di Bella, conduttrice di un programma televisivo sulla chirurgia estetica in pieno calo di popolarità perché, come dicono i responsabili della rete per cui lavora, “la sua faccia ha stancato”. Incapace di arrendersi all’evidente declino di gradimento, Bella ha un’accesa discussione col proprio marito, il chirurgo René, cui segue un incidente automobilistico causato dal giovane operaio fognario della clinica di René. Bella si sveglia col volto coperto di bende e circondata da giornalisti: è rimasta sfigurata, la sua carriera televisiva è giunta al capolinea. O forse no?
E’ una Laura Chiatti in grande spolvero, bella (e non è una notizia), sincera e spontanea, che si è lasciata andare alle domande di Piera Detassis, storica direttrice di Ciak. “E’ stato un lavoro meticoloso, Pappi in questo è maestro” – ha sottolineato da subito l’attrice – “il difficile è stato recitare per gran parte del film coperta da bende, credo che sia uscito fuori un bel prodotto”.
Sul suo ruolo di attrice, Laura non si scompone, anzi è chiara e decisa: “La mia qualità? La simpatia. Nei limiti mi ritengo a volte brava, a volte mediocre, a volte anche discreta, non ho nessuna difficoltà a dirlo”. Sul rapporto con i giornalisti e la stampa, Laura si lascia andare a qualche confidenza in più: “bisogna avere i “cosidetti”, perchè questo mondo ,che tutti definiscono a ragione bellissimo, ti può travolgere. Spesso siamo costretti a indossare delle maschere”. Un pò di passato nel racconto della brava attrice di origine Umbra. “Non sognavo di certo di fare l’attrice, la conoscete la mia predilezione per la musica. Certo se avessi la voce di una come Rihanna avrei sfondato in quel mondo. Ma tutto potevo pensare negli anni dell’infanzia in quel di Castiglione del Lago: estetista, parrucchiera, ma di certo non l’attrice”. Piera Detassis le chiede del confronto, spesso fatto dalla stampa, con Brigette Bardot: “BB è la bellezza carnale, è un paragone che mi emoziona” . E sui colleghi invita a diffidare da chi si pone ad un gradino più alto…
Sul film il regista Pappi Corsicato si dice convinto dell’innovazione portata, ma guai a guardare solo all’aspetto “social”. E’ vero, è l’epoca dell’immagine, ma non è un film che vuole per forza far pensare. “Ho vissuto questo viaggio in modo disincantato”. si rifà ai grandi maestri della Hollywood anni ’50, Pappi, in particolare a Billy Wilder nei momenti più leggeri e romantici e nella scelta musicale, e ad Alfred Hitchcock per le scene di tensione, come quelle in bianco e nero legate agli interventi chirurgici che sfociano nel metacinema. Un prodotto che nonostante la crisi che investe anche la celluloide, il regista (che ha amato e ama la Costiera, per sua stessa ammissione) si augura che venga apprezzato. E così il sorriso della bella Laura assediata dai flash dei fotografi chiude idealmente una giornata frenetica, in attesa di un’altra alba, di altre storie da raccontare.



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