Di Biagio Verdicchio
Tutto in una parola: “coraggio”. È quello che in più occasioni Mario Esposito, anima del premio Penisola Sorrentina – Arturo Esposito svoltosi nella serata di ieri presso il Teatro delle Rose in Piano di Sorrento, ha tenuto a precisare nel corso della kermesse, studiata come e meglio di un format televisivo, dove i premi hanno fatto da cornice ad un spettacolo che per circa due ore ha messo insieme cultura, danza, musica (Danilo Amerio e Massimo Di Cataldo premiati), comicità (straripante il monologo di Gino Rivieccio) e moda (Sofia Balestra della omonima maison). Il premio è giunto alla sua 17esima edizione, e alla vigilia della “maggore età” si regala una cornice d’eccezione, il Teatro delle Rose nel centro della città costiera che patrocina e promuove il Premio, e un parterre ragguardevole di personaggi del mondo della politica, dell’informazione, dell’arte, dello spettacolo.
Ma torniamo al “coraggio”. È innanzitutto “coraggioso” parlare e “fare” cultura in tempi di crisi economica: lo ribadisce Mario Esposito in apertura con chiaro riferimento alle difficoltà di allestimento di un evento così imponente e allo stesso tempo prestigioso, dove al centro è stata messa la gente, invitata “gratuitamente” a venire a teatro e ad assistere allo spettacolo; lo ricorda la Contessa Maria Grazia Leonetti, a guida della Fondazione Pio Monte della Misericordia, custode dell’opera del Caravaggio “le sette opere di misericordia”. Perché – come ha sottolineato – è “importante fare del bene attraverso il bello” .
Coraggio nella crisi è quello in cui crede fortemente il direttore de Il Denaro Alfonso Ruffo per il quale “cultura e arte possono essere volano per il rilancio della nostra economia”.
Coraggio è anche quello che spinge le scelte di chi vive e lavoro nel mondo dell’informazione, che di questi tempi vive una stagione di grande difficoltà, tra timori e scelte non sempre discutibili. “La notizia non può attendere!”, ricorda il direttore di Radio Uno Rai e del Gr1 Antonio Preziosi premiato anch’egli, a capo della rete radiofonica all news per eccellenza (premiata anche la storica trasmissione di Radiouno Radio Anch’io); lo conferma Giovanni Toti neo direttore del Tg4 e di Studio Aperto che alla platea ha sottolineato l’impegno nel rendere il suo telegiornale “il più completo possibile; autorevole e pluralista”– senza dimenticare però l’eredità del suo predecessore, quell’Emilio Fede che lo stesso Toti ha ricordato come il “padre” del giornalismo sulle reti Mediaset .
Coraggio di saper passare da tv, cinema e teatro con grande abilità e professionalità. Una bellissima Benedicta Boccoli, ora è in radio, e viene premiata come Artista Femminile. Il suo è un atto d’amore per la magia del teatro (L’Appartamento di Billy Wilder, regia di Patrik Rossi Gastaldi, con Massimo Dapporto e Vite private, di Noel Coward, con Corrado Tedeschi le sue ultime rappresentazioni): “Il teatro è la mia casa; conta il pubblico, c’è merito e democrazia. Il teatro è Bellezza”
Coraggio che Mario Esposito ha voluto regalare come parola simbolo anche a chi nelle scorse settimane ha alimentato polemiche sulla natura e la bontà della manifestazione, forse anche in riferimento alla scelta dei premiati.
Tutti gli occhi erano puntati infatti su Dino Boffo direttore di Tv2000, la televisione il cui editore è la Conferenza episcopale italiana. Il direttore viene premiato un anno dopo Sallusti, condirettore de Il Giornale nel 2009, quando la testata pubblicò una finta informativa di polizia giudiziaria su una condanna per molestie al cronista, che fu costretto a dimettersi dalla direzione del quotidiano cattolico Avvenire. Dino Boffo, non era presenta in sala al Delle Rose, il premio è stato ritirato da Marina Pizzi, direttore artistico di Tv2000 che ha ribadito la sfida della rete “esserci per raccontare”.
Il premio è stato consegnato da sua Eccellenza Mons. Alfano, Arcivescovo della Diocesi Sorrento – Castellammare che ha sottolineato come “i valori possono unire se condivisi e cercati insieme”.
Coraggio è quello che ha fatto da sfondo alle parole di Magdi Cristiano Allam che presiede la Sezione Cultura e Comunicazione del Premio Penisola Sorrentina – Arturo Esposito, che ha rivendicato il ruolo centrale della cultura in Italia è per l’Italia: “si esce dalla crisi solo investendo nella cultura, l’unico bene che abbiamo e che possiamo far valere al mondo intero”.
Il giornalista e scrittore ha premiato l’europarlamentare Iva Zanicchi, che alla fine è stata la star della serata, con una vibrante interpretazione di Testarda io La canzone che è colonna contenuta nel film di Luchino Visconti Gruppo di famiglia in un interno del 1974. La grande cantante emiliana, comossa al momento del ritiro del premio, ha poco accennato alla politica, ma ha tenuto a fare proprio un messaggio: “che la musica sia insegnata nelle scuole, è una cosa che la politica dovrebbe promuovere in prima persona”.
Il coraggio dunque. Quello che auguriamo a tutti coloro che, come Mario Esposito, vogliono trasmettere la bellezza della cultura. Consapevoli di quanto ciò ia difficile, ma allo stesso tempo di quanto sia affascinante.
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