Dobbiamo deciderci: o l’ennesima vittoria di un giovane figlio dei talent (Alessandro Casillo, 15 anni, col brano “è vero”; padre chef di Pompei e mamma infermiera di Castelvolturno, lanciato dal talent show di Gerry Scotti “Io canto” in onda su Canale 5) dimostra che il televoto è un’arma potentissima e che consente a divi “televisivi” di sfondare anche sul palco dell’Ariston ; oppure davvero i talent sono il trampolino di lancio per chiunque voglia fare musica in Italia. Quel che preoccupa è che l’età dei protagonisti dei talent si sta abbassando pericolosamente. Un tempo facevano scalpore le vittorie della Gigliola Cinquetti, di Luis Miguel o di Anna Tatangelo, quindicenni al tempo delle loro partecipazioni. Nessuno di loro sapeva cosa fossero i talent. Sanremo restavo “il” palcoscenico per eccellenza. E così la notorietà di questi personaggi divorati e metabolizzati dalla tv, diventano già icone, soprattutto per quei giovani che sono i primi a smanettare, cellulare alla mano, il codice del loro cantante. Così è successo per Valerio Scanu e Marco Carta, così potrebbe accadere per Emma stasera. Alla faccia del vero talento, a vincere è sempre il divisimo televisivo. Il tutto in una serata che rischia di essere ricordata più per l’ennesimo intervento di Adriano Celentano (monologo di mezz’ora) che per il vincitore reale. Alla faccia della gara e della musica.


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